Giovedì, 28 Ottobre 2021
Politica

Entro marzo 2022 il piano di eliminazione delle barriere architettoniche in città

A svelare il cronoprogramma è il presidente della commissione comunale Mobilità, Armando Foschi

Entro il mese di marzo del 2022 sarà pronto e confezionato il Peba ovvero il piano di eliminazione delle barriere architettoniche.
Questo quanto emerso nel corso della seduta della commissione comunale Mobilità che ha visto la presenza dell’ingegnere Andrea Veschi e dell’ingegnere esterno incaricato di redigere lo strumento di pianificazione Alessandro Italiani.

"Il Peba", sottolinea il presidente della commissione, Armando Foschi, "con largo anticipo rispetto a un anno di tempo a disposizione dei tecnici. Subito dopo l’estate, ovvero a settembre, il consiglio comunale sarà chiamato a esaminare le linee guida, ovvero le regole da seguire per garantire una città realmente accessibile a tutti, a partire dai soggetti diversamente abili, e soprattutto le criticità prioritarie della città, ovvero la zona dell’aeroporto, la stazione ferroviaria centrale, la strada parco e tutta l’area degli uffici comunali, dove andranno previsti nell’immediato opere, investimenti e finanziamenti per introdurre tutti i correttivi necessari”. 

“Il piano di eliminazione delle barriere architettoniche che affronta il tema della mobilità difficile per i diversamente abili è, "ricorda Foschi, "uno strumento di pianificazione da rivedere ogni dieci anni, con una revisione annuale, fondamentale per garantire l’accessibilità sulla città a tutti coloro che possono avere una difficoltà come i diversamente abili che si muovono in carrozzella o gli utenti che hanno comunque un problema di deambulazione con un ridotto grado di mobilità, ma anche i genitori con bambini in carrozzina o passeggino o soggetti anziani. Quindi il Peba è innanzitutto uno strumento di progettazione, un piano regolatore per l’eliminazione delle barriere architettoniche che è fondamentale se pensiamo a quanti ostacoli ci sono sul territorio, basta anche solo la presenza inopportuna di un palo per bloccare il transito di un utente armato di ombrello o, appunto, di un cittadino in carrozzella, per non parlare degli scivoli bloccati dalle auto parcheggiate".

A dare le prime anticipazioni del Peba è stato l’ingegner Alessandro Italiani il quale ha sottolineato come la prima criticità sul territorio cittadino sia rappresentato da un articolato sistema di segnaletica stradale e semaforica che oggi impedisce l’accesso dei diversamente abili in ambiti specifici. Il primo passo nella redazione dello strumento è stata la perimetrazione dell’accessibilità, l’individuazione dei criteri di regolamentazione e delle strategie di intervento e la capacità di applicazione, ovvero le modalità per definire i campi di applicazione, quindi gli ambiti di intervento, ossia l’individuazione di macroaree, macrozone della città che presentano le stesse criticità. Pescara, come ha sottolineato l’ingegner Italiani, è una città prevalentemente pianeggiante, dunque la maggiore criticità è lo sviluppo sul piano di tutta la mobilità. Quattro le aree con maggiori problematiche sotto il profilo delle barriere architettoniche, dove dunque è più difficile oggi garantire l’accessibilità ai cittadini portatori di un disagio di mobilità: la zona dell’aeroporto; l’area gravitante attorno alla stazione ferroviaria centrale; la strada parco; l’area degli uffici comunali. Definiti i 4 ambiti di intervento, andranno ora individuate le priorità di intervento attraverso l’elaborazione di schede di rilevazione che avranno la finalità di riuscire a trovare un parametro ex ante per progettare gli interventi correttivi necessari per arrivare all’obiettivo finale, ossia l’abbattimento delle barriere architettoniche.

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