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Martedì, 17 Maggio 2022
Politica

Pettinari attacca l'assessore Quaresimale sul piano sociale regionale: "Solo briciole e fondi provenienti da altri enti"

Il consigliere regionale pentastellato, durante il dibattito sull'approvazione del piano, ha sostenuto che quasi la totalità delle risorse messe in campo dalla giunta Marsilio arriva da fondi nazionali

Dura critica del consigliere regionale del M5s Domenico Pettinari all'assessore Pietro Quaresimale, in merito alla questione del piano sociale regionale 2022/2024 approvato oggi giovedì 24 febbraio dall'assise. Per il pentastellato, si tratta di un piano sociale che di fatto è stato redatto dalla giunta Marsilio utilizzando fondi nazionali e di altri enti, una sorta di dirottamento delle risorse che comunque Pettinari considera "briciole":

"Io da vent'anni mi occupo di piano sociale e ho fatto quello che lei chiama front office, ma i complimenti non glieli faccio su questo piano, perché lei ha fatto un'operazione semplicissima: con i fondi nazionali lei ha fatto una sorta di programmazione, è troppo facile. Mi sarei aspettato da lei lo stanziamento di risorse proprie, invece ci sono briciole. Quindi che arrivino centinaia di milioni di euro dallo Stato (e non solo), su cui poi lei si fa bello dicendo che si è fatta una programmazione - dice Pettinari - io sinceramente credo che anche un nostro figlio che va alle elementari saprebbe capace di fare. Se arrivano risorse da altri enti credo che tutti riusciamo a fare qualcosa. Mi sarei aspettato stanziamenti importanti da parte del suo assessorato, del bilancio regionale. Le dico anche che nel piano sociale abbiamo problemi serissimi di persone povere, che non hanno accesso alle strutture sociali; abbiamo la povertà forte di persone che non riesce a difendersi e a mangiare. Ci sono persone che ci dicono di essere state rifiutate, che non hanno apertura da parte della Regione. Mancano i sostegni e le reti sociali. "

Pettinari ha proseguito che non si può più demandare tutto al terzo settore e volontariato che svolge un'opera egregia, arrivando però a sostituire quanto dovrebbe fare l'ente regionale, demandando interventi diretti solo agli enti territoriali senza coinvolgere la macchina regionale:

"Facile delegare, fare una piccola legge quadro e demandare tutto all'ente territoriale e delego ai volontari un lavoro immane: e come Regione cosa avete fatto? Il territorio vuole altro: finanziare e costituire gruppi di intervento sociale che penetrino all'interno dei bisogni della povertà e della sofferenza e non lasciare che i cittadini bisognosi non sappiano dove andare, arrivando sino alle periferie e dove si annidano la criminalità e la disperazione".

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