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Petrolio: arriva il no delle province costiere abruzzesi

I tre assessori all'ambiente delle province costiere abruzzesi (Pescara, Chieti e Teramo), hanno firmato un documento nel quale esprimono la massima contrarietà a qualsiasi tipo di sfruttamento petrolifero del sottosuolo terrestre e marino: "Questa è una battaglia che ci vede molto uniti"

I tre assessori all'ambiente delle province costiere abruzzesi (Pescara, Chieti e Teramo) si oppongono fermamente allo sfruttamento petrolifero del sottosuolo abruzzese, sia marino che terrestre.

Questa mattina, infatti, nel corso di una conferenza stampa, i tre rappresentanti provinciali hanno sottoscritto un documento ufficiale con il quale “esprimono netta contrarietà ad ogni ipotesi di ulteriore attività estrattiva a terra e mare” sottolineando che  “problematiche collegate a questa vicenda rappresentano una priorità assoluta”.
Le Province, quindi, si apprestano a sollecitare un incontro al governatore Gianni Chiodi  al quale chiederanno: ”di concordare iniziative politiche, istituzionali ed eventualmente legali, da intraprendere insieme”.

Un capitale ambientale “troppo grande,  siamo accomunati dal mare Adriatico e dalle sue risorse”  ha sottolineato Mario Lattanzio, della Provincia di Pescara: “Questa è una battaglia che ci vede molto uniti”. Tutti gli assessori, infatti, hanno ricordato come l'Abruzzo sia legato profondamente al turismo balneare, alla produzione di olio, vino e prodotti agricoli di eccellenza, all'attività ittica. Risorse che verrebbero inevitabilmente danneggiate da un eventuale sfruttamento petrolifero del sottosuolo.
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