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Pescara esclusa dal bando Sport e Periferie, M5S: "Adesso la Martelli si dimetta"

I consiglieri pentastellati parlano di "ennesima figuraccia per la nostra città, penalizzata dall'incapacità e dall'inadeguatezza di chi guida le scelte sullo sport cittadino"

Pescara è stata esclusa dalla graduatoria finale del bando Sport e Periferie perché l'istanza non aveva i livelli di progettualità minimi richiesti. Lo evidenzia il M5S, che invoca pertanto le dimissioni dell'assessora delegata Patrizia Martelli. I consiglieri pentastellati parlano di "due anni di inefficienze" e denunciano "l'ennesima figuraccia per la nostra città, penalizzata dall'incapacità e dall'inadeguatezza di chi guida le scelte sullo sport cittadino". 

"Più di 700.000 euro persi che erano necessari per lavori di manutenzione degli impianti sportivi cittadini e che si aggiungono al milione di euro che i privati erano pronti a spendere per le manutenzioni di Zanni e Colle Breccia e che l'amministrazione comunale ha perso per volontà politica e incapacità gestionale - dichiara la consigliera Erika Alessandrini - La litanìa della mancanza di soldi non può essere ripetuta a pappagallo, di fronte allo scenario pietoso che emerge da una bocciatura senza appello sancita dal Ministero che non ha permesso alla nostra città di arrivare nemmeno alla graduatoria finale".

Per il consigliere Paolo Sola, "la situazione catastrofica dell'impiantistica sportiva parla fin troppo chiaramente. Solo per citare alcuni casi più noti, possiamo ricordare la condizione vergognosa nella quale versa lo stadio Adriatico nel quale finanche la scritta "Pescara", realizzata anni fa con giochi di colore dei seggiolini, è ormai irriconoscibile, oppure le condizioni del manto erboso visto nella prima uscita stagionale di Coppa Italia, in cui durante l'estate non è stata fatta la benché minima manutenzione prevista e svolta in tutti i campi d'Italia".

Anche nella gestione degli impianti sportivi minori, come quelli di Zanni, Colle Breccia e dei Gesuiti, l'amministrazione comunale ha agito "con irragionevolezza e miopia" nella gestione delle procedure e delle risorse pubbliche e private. Per tali ragioni, il Movimento 5 Stelle chiede che la Martelli faccia un passo indietro.

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