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Pescara punta sul progetto "Casa delle tecnologie emergenti": un hub all'avanguardia da realizzare in via dei Bastioni

Il progetto è stato presentato al Ministero dello sviluppo economico e se dovesse essere accolto porterà circa 10 miioni di euro per creare un hub per l'alta tecnologia punto di riferimento per centri di ricerca e università

Realizzare un hub super tecnologico, all'avanguardia, che diventi un punto di riferimento per le start up, i centri di ricerca e l'università sviluppando progetto legati al 5g e 6g ed all'intelligenza artificiale. Presentato questa mattina il progetto "Casa delle Tecnologie emergenti” aderendo al partenariato che vede impegnati l’Arap (Azienda regionale attività produttive), il Politecnico di Torino (Centro Nexa), l’università d’Annunzio e undici aziende del settore privato, in alcuni casi anche multinazionali o partecipate, con sede in Lombardia, Piemonte, Lazio e Abruzzo.

Il progetto è stato inviato al Mise, Ministero dello sviluppo economico, entro i termini per partecipare al bando che, in caso di esito positivo, permetterà di finanziare con quasi 10 milioni di euro l'iniziativa illustrata nella sala consiliare dal sindaco Carlo Masci, dall'assessore Eugenio Seccia, dal presidente Arap Giuseppe Savini e dai rappresentnati delle strutture di ricerca coinvolte che lavoreranno su blockchain, Intelligenza artificiale, realtà aumentata (virtuale e immersiva), IoT (Internet delle cose) e tecnologie quantistiche.

Il sindaco ha dichiarato:

"È un’ulteriore opportunità - ha detto il sindaco Carlo Masci questa mattina - per implementare il patrimonio di tecnologia che questa città è già in grado di esprimere. Solo di recente questa amministrazione è stata riconosciuta in questo ambito tra le migliori realtà nazionali per l’uso e la programmazione delle tecnologie emergenti nell’erogazione di servizi innovativi. Gioirò con voi se questo ennesimo progetto dovesse essere accolto dalla valutazione del Mise, ma intanto già il fatto che si sia in grado di proporre uno strumento di questa portata testimonia quale sia la potenzialità della nostra realtà. Ringrazio naturalmente i partner che hanno aderito a questa proposta, che sono università, centri di ricerca e aziende espressione del territorio non solo abruzzese. Il progetto Cte, esempio virtuoso di collaborazione pubblico-privato, raccoglie infatti la sfida dell’innovazione sviluppandone sul territorio applicazioni ed effetti economici."

L'obiettivo è mettere in connessione diretta le competenze dei centri di ricerca universitari e privati, con le esigenze del tessuto imprenditoriale locale sviluppando proprio le nuove tecnologie con le reti ultraveloci 5g e 6g, con  la realizzazione di attività di ricerca e sperimentazione finalizzate ad ampliare l’offerta di servizi e a migliorare quelli esistenti sul territorio e il sostegno a start up.

L’iter ha preso le mosse da una delibera Cipe del 2018,  quindi ha completato il proprio percorso con il decreto del Mise dello scorso mese di agosto che ha inteso in questo modo dare una spinta concreta  allo sviluppo di processi, prodotti e modelli di business e organizzativi fondati sulle tecnologie emergenti applicate in particolare all’industria dell’audiovisivo, alle infrastrutture, alla mobilità, alle industrie creative, alla robotica industriale, contesti che necessitano di reti mobili ultra veloci e di nuova generazione. L'assessore Eugenio Seccia ha dichiarato:

"È già una grande vittoria  aver messo a sistema tutti questi attori predisponendo tutta la documentazione che è stata inoltrata al Mise solo dodici ore prima della scadenza del 25 novembre scorso. Pescara è stata una delle poche città del sud a partecipare. Se il tutto dovesse andare in porto, Pescara otterrebbe risorse per circa 10 milioni, più un altro milione da indicare a rendiconto. Ristruttureremmo per 1,4 milioni di euro il piano superiore del mercato coperto di via Bastioni, che accoglierebbe un hub destinato a start-up e imprenditori dell’innovazione per attività di ricerca sull’uso, ad esempio, di applicazioni di intelligenza artificiale per lo sviluppo in materia di mobilità, ambiente ed energia. E tutto questo in un sito della città che denuncia un rischio di degradamento sociale a due passi dalla vecchia stazione di Portanuova"

.Federico Fioriti, direttore di Innovalley Cube di Atessa, ha rimarcato come la casa delle tecnologie emergenti sia un modello ripetibile e scalabile anche in altre aree dell’Abruzzo. Ciò che viene creato con la Smart-city pùò infatti confluire nella Smart-land, cioè in uno spazio più ampio, quindi in città più grandi e in zone industriali Al progetto partecipa, tra gli altri, anche la Digitalvalley di Nicola Falasca che opera in Valpescara attraverso un cluster di imprese locali. In questo ultimo caso l’obiettivo è creare tecnologie per migliorare la vita della persone attraverso la digitalizzazione e attrarre i talenti in possesso delle competenze tecnologiche, evitando a costoro di migrare in altri Paesi.      .

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