Sabato, 31 Luglio 2021
Politica

Demolizione liceo Marconi, Pescara in Azione: "La Provincia dia risposte immediate"

Tra ordinanze firmate e ritirate, personale messo alla porta e incertezza sul futuro. “Pescara in Azione" pretende risposte dal presidente della Provincia Antonio Zaffiri

«La storia infinita del Liceo “G.Marconi” di Pescara si arricchisce, di giorno in giorno, di nuovi risvolti sempre più paradossali che, invece di fare chiarezza, rendono ancora più confusionaria la situazione».
A sostenerlo è "Pescara in Azione" che interviene nuovamente riguardo al caso della scuola pescarese che deve essere demolita per poi avviare la ricostruzione.

«Il muro contro muro tra l’amministrazione Provinciale e gli studenti, corpo docente e amministrativo riuniti nel Comitato “Marconi Quo Vadis?”», ritiene "Pescara in Azione", «oltre che apparire intollerabile per il diritto sacrosanto di questi ultimi di avere prospettive degne di questo nome, rasenta l’arroganza nel clamoroso atteggiamento del presidente della Provincia Antonio Zaffiri, il quale, a fronte della giustificata preoccupazione di chi in quell’istituto ci lavora e ci studia, pensa bene di firmare un’ordinanza immediata di sgombero, sfrattando senza mezzi termini coloro che questa mattina si sono recati, come sempre, sul luogo di lavoro e si sono visti respingere alla porta senza tanti fronzoli, con tanto di personale della Digos, come se ci fosse il concreto rischio di chissà quale “violenta” protesta. Un provvedimento talmente impulsivo che è stato, nel giro di qualche ora, sospeso nel timore, giustificato, di qualche ricorso. La vicenda è nota ai più: il liceo va demolito e ricostruito per problemi strutturali, appalto già assegnato, lavori pronti a partire, ma in due anni non si è stati in grado di trovare una soluzione alternativa con il prossimo anno scolastico post-pandemico, alle porte. Si susseguono tavoli su tavoli, all’ufficio scolastico provinciale e anche in Regione dove sarebbe stata data la disponibilità a stanziare fondi per l’affitto dei locali per ospitare temporaneamente gli studenti. Da tempo il coordinamento provinciale di “Pescara in Azione” segue con interesse e preoccupazione gli sviluppi della vicenda, ma a questo punto, lasciando da parte critiche ed accuse sulla gestione dell’intera vicenda, pretende risposte adeguate dal presidente della Provincia di Pescara, Antonio Zaffiri».

Questo quanto chiede Stefano Torelli, coordinatore provinciale di "Pescara in Azione": «Quali sono stati i passaggi che hanno portato a questa situazione vista l’assenza di documentazione da parte dei vigili del fuoco, sulla base di quale relazione tecnica è stata disposta la demolizione dell’edificio, e se si era a conoscenza dell’instabilità della struttura già da più di un anno, perché è stato consentito a studenti, professori e personale amministrativo di entrare e uscire come se nulla fosse per oltre sette mesi in questo plesso? Quali passi sono stati compiuti per assicurare che, alla ripresa delle attività, gli oltre 1.500 studenti, ed i circa 200 tra docenti ed amministrativi, abbiano un tetto sotto il quale studiare, insegnare e lavorare? Per quale ragione non è stato ipotizzato il ricorso ad una struttura temporanea, tipo M.U.S.P., considerando che già da due anni si era a conoscenza della necessità di dover abbattere e ricostruire la scuola e dunque vi era tutto il tempo per provare a percorrere questa strada?».

«Manifestando la più totale solidarietà nei confronti di coloro che si stanno battendo per questa vicenda paradossale», conclude la nota, «a partire dal professor Giovanni D’Ursi che continua nel suo sciopero della fame, alla dirigente Alessandra Bianco e a tutti gli altri docenti ed impiegati del “Marconi”, Pescara in Azione è pronta a dare, in ogni circostanza ed in ogni modo, il suo contributo affinché si giunga ad una definitiva soluzione».

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