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Politica Centro / Corso Vittorio Emanuele II

Fiorilli su pedonalizzazione corso Vittorio: "Il dibattito va ricondotto a una progettualità più ampia"

L'ex vice sindaco ricorda il progetto della "controstrada" e ripercorre le vicende che portarono alla chiusura al traffico di una parte del corso, voluta dalla giunta Mascia

Il vice presidente del consiglio comunale Berardino Fiorilli, ex vice sindaco ai tempi della giunta Mascia, interviene nella querelle sull’ipotesi di pedonalizzare corso Vittorio Emanuele II, con una nuova parziale chiusura al traffico durante i fine settimana.

“Il dibattito su corso Vittorio - scrive Fiorilli - non può essere ridotto al solo quesito strada chiusa o aperta, ma va ricondotto a una progettualità più ampia, capace di trasformare quell’idea in un'opportunità di sviluppo, e deve interessare necessariamente anche la filovia o comunque i mezzi di mobilità alternativa e sostenibili. La riqualificazione del corso operata dalla giunta Mascia e dal mio assessorato alla riqualificazione urbana - ricorda il vice presidente - aveva infatti previsto una valida alternativa di viabilità, appena adiacente il corso, la cosiddetta ‘controstrada’ che lambiva gli edifici di corso Vittorio senza intersezioni, e consentiva in pochissimi minuti di attraversare la città, parcheggiare facilmente nell’area di risulta e restituire dignità e vivibilità a una strada che era diventata invivibile, per caos, smog e dissesto”. 

Ma la "controstrada", che di fatto attraversava il parcheggio dell'area di risulta tagliandolo a metà, è stata poi cancellata dalla successiva amministrazione Alessandrini: "Purtroppo quel progetto, straordinario anche sotto il profilo estetico, è naufragato sotto i colpi di opposizioni preconcette e pregiudiziali - rimarca Fiorilli - mentre il suo unico vizio, probabilmente, è quello di essere stato realizzato a fine mandato, dunque la città non ha avuto il tempo necessario per metabolizzare l’intervento e comprenderne la bontà e utilità".

Sempre la giunta di centrosinistra ha deciso di riaprire al traffico corso Vittorio, e così oggi “quella strada è un ibrido – afferma Fiorilli – con la pavimentazione rovinata da un uso improprio, un'organizzazione non adatta al transito e senza alcuna vocazione, le hanno tolto l’anima che aveva guidato il progetto. Ma soprattutto non è possibile pensare semplicemente di togliere le auto, occorre studiare la mobilità del quartiere nel suo complesso. Quindi se oggi si volesse davvero pensare di chiuderla di nuovo al traffico è necessario prevedere un'alternativa valida di viabilità ma allo stesso tempo almeno un refresh della sua riqualificazione. Quell'idea di città, che ho ereditato da un processo avviato anni prima ma in cui credevo e credo convintamente, ha un'idea più profonda di vera riqualificazione urbana. Ci vuole coraggio a portare avanti quelle scelte sapendo di mettere anche a rischio il proprio consenso elettorale o popolare”.

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