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Giovedì, 19 Maggio 2022
Politica

Duro attacco del Pd all'amministrazione Masci sull'area di risulta: "Dimissioni per il fallimento più plateale"

I consiglieri regionali del Pd e del centrosinistra in Comune tornano sulla questione della riqualificazione dell'area di risulta e del bando di gara per i lavori andato deserto

Duro affondo del Pd regionale e dei consiglieri comunali di centrosinistra all'amministrazione Masci, in merito alla questione della riqualificazione dell'area di risulta. I consiglieri regionali Antonio Blasioli e Silvio Paolucci, e quelli comunali Piero Giampietro, Stefania Catalano,  Francesco Pagnanelli, Marco Presutti, Giovanni Di Iacovo, Marinella Sclocco e Mirko Frattarelli sono intervenuti a seguito della scadenza del bando, fissata per il 15 febbraio, per i lavori del progetto di riassetto e riqualificazione urbana dell'area.

I consiglieri hanno ripercorso la vicenda, ricordando che fra il 2014 e 2019 si era creata una concreta possibilità di rigenerare finalmente un’area centrale per lo sviluppo futuro di Pescara, grazie alle risorse della giunta di centrosinistra presieduta da Luciano D’Alfonso nella Regione Abruzzo, pari a 12 milioni di euro, poi salite a circa 16 milioni, e all’attività di progettazione messa in campo dall’amministrazione comunale di Marco Alessandrini. Un lavoro lungo che aveva portato a mettere insieme la bonifica dell'area, l'aumento di parcheggi, un parco centrale e un nuovo terminali degli autobus con il transito sotterraneo in via Bassani Pavone. Presenti anche elementi attrattivi per far vivere l'area di notte, come avevano anche chiesto i commercianti della zona per un appalto da 49 milioni di euro.

"Dal 2018 il centrodestra di Masci, allora all’opposizione, prima ostacolava con migliaia di emendamenti il primo passaggio di variante in consiglio comunale, dopo che addirittura un consigliere regionale in carica aveva dichiarato come “politico” il parere favorevole della commissione Via nel 2017 e poi con 5000 osservazioni faceva in modo che la conclusione dell’iter consiliare fosse rinviato alla nuova amministrazione. Nel frattempo, dichiarava la più profonda contrarietà al progetto durante la campagna elettorale del 2019. Nel 2019, il centrodestra, diventato maggioranza, dimenticava di aver ostacolato l’appalto dei lavori in concessione dell’area di risulta e approvava definitivamente la variante urbanistica, segnando però, con le sue modifiche progettuali “creative”, il fallimento dell’intervento. Abbiamo voluto attendere la scadenza, fissata per il 15 febbraio 2022 alle ore 13:00 del bando, già prorogato una volta, e oggi prendiamo atto dell’assenza di offerte per la realizzazione e gestione del progetto dell’Area di Risulta, per affermare le responsabilità di questo fallimento che è in primis quello del Sindaco e della giunta comunale, che si trascinano purtroppo con loro anche quello di una Città che aveva sperato in una trasformazione degna di una città europea nella sua parte centrale, con la bonifica dell’intera area e la realizzazione di un parco di oltre 6 ettari."

Con i passaggi in consiglio comunale del 30 luglio 2020 e del 31 maggio 2021, proseguono i consiglieri, il centrodestra aveva appesantito economicamente il progetto, passato dai 12 ai 16 milioni di euro attuali, con 4 milioni di euro sottratti almuseo del Mare oltre ai 4 concessi dalla Fondazione Pescarabruzzo per la realizzazione del parco.

"Come si è arrivati dunque a spendere 24 milioni di euro solo per le realizzazioni? Cosa si faceva in più rispetto al vecchio progetto? L’incremento del finanziamento, che secondo il centrodestra doveva servire a fare più parcheggi o a diminuire la durata della gestione dei parcheggi, è stato utilizzato per questo? Effettivamente no, visto che la concessione della gestione dei parcheggi si abbassava solo di due anni – da 20 a 18. Purtroppo dobbiamo constatare come sia stata la megalomania del Sindaco e la presenza dei degni colleghi del “Fuffas” inventato da Maurizio Crozza, ad aver ingigantito le realizzazioni, scoraggiando eventuali imprese interessate, e a far fallire il bando di gara.

I vincoli e le raccomandazioni progettuali imposte dal Comune hanno fatto lievitare i costi, ad esempio per il Silos Nord, cresciuto di 4 milioni di euro, su cui è stato posto l’obbligo della realizzazione di una pista da sci e snowboard su un manto sintetico, con annesso impianto di risalita e di indicazioni costruttive: “La discesa deve avere una pendenza tra il 12 e il 18% e avere una lunghezza minima di 180 m. (preferibile 200). La larghezza della pista dovrà essere di almeno 20 m. utili (al netto di percorsi laterali di risalita o camminamenti). Consigliati 30 m. per attrezzarla per la fruizione ottimale degli snowboard”. Idee bizzarre e vincoli talmente puntuali e di dettaglio da scoraggiare qualsiasi investitore."

Aumento di costi per gli edifici della parte sud, lievitati di 5 milioni di euro per “terrazze abitabili attrezzate con altrettante ampie fioriere, in modo da escludere, agli utenti, la vista del retrostante silos a parcheggio” dell'edificio residenziale, ed altri interventi simili facendo sparire anche la struttura culturale polivalente inizialmente prevista per rendere attrattiva l'area. Le responsabilità della giunta Masci, dunque, sarebbero per i consiglieri molto gravi per il tempo perso dalla città, per la perdita di potere d'acquisto che la provvista finanziaria pubblica attualmente disponibile nei prossimi anni e per i nuovi passaggi obbligatori del comitato Via, con nuova Vas e procedura di variante in consiglio comunale, facendo perdere ancora degli anni preziosi.

"Questi fondi (circa 16 Mln. di €) da convenzione sottoscritta con la Regione Abruzzo, sono concessi fino al 31 dicembre 2023 e non è assolutamente certo che il Comune riuscirà a contrarre le obbligazioni giuridicamente vincolanti entro la data prescritta dalla Regione sulla convenzione con il Comune di Pescara, salvo proroghe da verificare se effettivamente concedibili. Gravi anche le responsabilità per le idee bizzarre e rispondenti alla logica di fare più parcheggi (300 in più) e 100 box auto in più, senza tenere in considerazione l’aumento dei costi e il rischio maggiore dei ricavi non certi, oltre alla pista da sci/snowboard, hanno minato TIR e VAN, che sono gli indici fondamentali di bancabilità che hanno reso meno appetibile per il mercato il contratto di concessione lavori.

È evidente il fallimento del progetto più importante, prima osteggiato, poi sposato e dettagliato e infine miseramente svuotato di appetibilità e ciò impone le dimissioni di questa giunta comunale, rea di aver fermato lo sviluppo di Pescara. Dinanzi a noi abbiamo i fondi del Pnrr, ma anche la consapevolezza che, se s’intende realizzare il progetto con fondi interamente pubblici, servono tra i 30 e i 35 mln. di euro.  E’ una sfida che chiama a raccolta le migliori energie politiche della città, non certo chi, vagheggiando una pista da sci, ci ha fatto scivolare tutti in un baratro di inconcludenza."

Pietro Giampietro, capogruppo pd al Comune, ha dichiarato:

"Il centrodestra ha sbagliato un rigore a porta vuota, facendo fallire trent’anni di programmazione che potevano arrivare finalmente a compimento con la realizzazione di un grande parco centrale. Invece, dopo aver cambiato idea dieci volte negli ultimi anni, passando dalle accuse di cementificazione all’approvazione del progetto del centrosinistra, lo hanno appesantito con scelte creative folli, come la pista da sci, che hanno bruciato ogni intento di partecipazione al bando. E oggi, dopo aver annunciato la sede della Regione nell’ex Cofa appena pochi mesi fa, fanno lo stesso con l’area di risulta. Siamo sempre più preoccupati per l’approssimazione con cui il centrodestra sta programmando il futuro della nostra città."

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