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Cultura, Pd contro il Comune: "Tagliati 400.000 euro"

I consiglieri Marchegiani, D'Angelo e Alessandrini attaccano la giunta: "Persegue una politica spot ma non fa nulla di concreto". La replica: "La situazione non è affatto tragica"

Il Partito Democratico attacca il Comune sulla gestione della cultura, tra tagli e inadempienze varie. In una nota, i consiglieri comunali Paola Marchegiani, Camillo D’Angelo e Marco Alessandrini denunciano quanto segue:

“Durante l’audizione in Commissione Cultura del Presidente del E.M.P., Sandro Damiani, è emersa una situazione tragica della cultura pescarese. Mai nella storia culturale del Comune si è caduti così in basso da non riuscire a pagare se non il 25% del contributo annuale previsto alle due prestigiose fondazioni cittadine: il Museo delle Genti D’Abruzzo e il Paparella Treccia e lo storico Ente Manifestazioni Pescaresi”.

Museo delle Genti e Fondazione Paparella Treccia, segnala il Pd, sono stati “costretti alla riduzione del numero delle ore di lavoro dei loro dipendenti”, mentre l’E.M.P. “ha messo in cassa integrazione i suoi due unici lavoratori. Altra situazione di difficoltà denunciata in Commissione dal Presidente Damiani è rappresentata dall’alto indebitamento verso le banche per far fronte alle spese correnti con elevati tassi di interesse. Colpevole l’Amministrazione Mascia! Gravissimo è stato ritenuto da parte dei Commissari il taglio di 400.000 euro pari al 25% sui Capitoli di Bilancio a favore della Cultura”.

Poi un attacco frontale al sindaco Mascia e all’assessore Porcaro, che “perseguono una politica spot, fatta di annunci altisonanti che vengono costantemente non rispettati (vedi Circolo Aternino, Museo del Mare, Museo Cascella, Teatro Polifunzionale Michetti), disattendendo così gli impegni assunti in Consiglio Comunale nei riguardi del mondo della cultura”. Questa la replica dell’assessore Porcaro: “La cultura pescarese non è affatto in una situazione ‘tragica’ e ce lo hanno testimoniato, con la propria presenza e la propria partecipazione attiva, i rappresentanti delle oltre 200 Associazioni che poche sere fa hanno preso parte alla riunione degli Stati Generali della Cultura riuniti all’Aurum sul tema del futuro Teatro dell’Adriatico”.
 
Per l’assessore, semmai, la colpa è della crisi: “Le sofferenze che si individuano in alcune strutture che si dedicano alla produzione culturale derivano dalla crisi generale che investe ogni settore del mondo produttivo, una sofferenza che ci induce ad auspicare per tali strutture culturali una riorganizzazione che sicuramente consentirà di creare delle economie utili per continuare a garantire delle stagioni di eventi di straordinario valore come quelle che Pescara e l’Abruzzo hanno avuto modo di vivere sino a oggi”.

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