Venerdì, 14 Maggio 2021
Politica

Alessandrini bersaglio delle opposizioni: da “così dimostri di aver perso” a “poni fine a questa lunga agonia”

Per il Movimento 5 Stelle, "Il sindaco perde ed è costretto a cambiare tutta la squadra". Affondo di Forza Italia: "Quello che continua a mancare, in questa giunta, è una 'testa' capace di progettare". E Pescara Mi Piace torna a chiedere le dimissioni del primo cittadino

Non potevano mancare i commenti dell'opposizione al rimpasto di giunta annunciato ufficialmente stamane dal sindaco Marco Alessandrini. Per il Movimento 5 Stelle, "Squadra che vince non si cambia, e Alessandrini oggi ha dimostrato di aver perso. Con lui ha perso tutta la città che ha dovuto subire oltre due anni di incapacità, pressapochismo e confusione".

I pentastellati contestano il "cambio strutturale ed eclatante della squadra di governo" che mette "nero su bianco l’inconsistenza assoluta di un'amministrazione PD che ha paralizzato Pescara, rendendola una città danneggiata continuamente dall'incompetenza della Giunta, dalla scarsa incidenza del Sindaco e dai giochi di potere politico che guardano alla tutela della casta e mai all'interesse collettivo". 

"Oggi tutto diviene chiaro e lo stesso PD non può che registrare quanto sia stato grave nominare degli assessori solo sulla base del "peso" di voti o per il mero mantenimento di stucchevoli equilibri politici - commentano i consiglieri comunali Sabatini, Alessandrini e Di Pillo - La Giunta richiede una selezione delle competenze, necessarie a svolgere il ruolo di esecutivo e a mettere in atto l' azione di indirizzo, verifica e controllo sugli interventi, indispensabili per rispettare il patto con la cittadinanza, ovvero, la realizzazione del programma per il quale si è stati votati".

Dura anche l’osservazione che arriva dal Coordinatore cittadino di Forza Italia, Guido Cerolini: “Bocciata senza appello la politica finanziaria dell’ex assessore Sulpizio; bocciata la politica sociale dell’assessore Diodati, privato di una delega strategica; bocciata la politica urbanistico-edilizia inesistente della Santavenere; bocciata la giovane presenza della Teodoro. La parabola dell’astro nascente della politica Pd, il sindaco Alessandrini, si avvia a conclusione, dopo quel tentativo di riformattazione odierna della sua giunta, avvenuta in un clima da ‘quiete prima della tempesta’, ovvero quella che si scatenerà in Consiglio comunale. A farne le spese sarà una città ormai ferma da due anni, vittima delle lotte intestine di una maggioranza di sinistra incapace di fare scelte”.

Secondo Cerolini, i nuovi assessori nominati "in realtà non segneranno un cambio di passo dell’esecutivo, ma sono solo dei professionisti che metteranno a disposizione della politica la propria conoscenza di codici e norme, dimenticando che per quello, all’interno della macchina comunale, ci sono già i dirigenti. Quello che continua a mancare, in questa giunta, è una ‘testa’ capace di progettare, di dettare le linee di indirizzo, di realizzare fatti. Ovvero, quello che continua a mancare a Pescara è un sindaco".

Conclude l'ex vicesindaco Berardino Fiorilli, oggi promotore dell'associazione Pescara Mi Piace: “La nuova composizione della giunta Alessandrini ha evidentemente risposto alle imposizioni della politica Pd-D’Alfonso, facendo fuori lo scomodo alleato Teodoro, definitivamente fuori dai giochi di maggioranza, e sacrificando due ‘agnelli’, come Sulpizio e Santavenere, recordwoman di voti, per fare spazio a due ingressi calati dall’alto, sebbene il profondo rispetto per le rispettive professionalità. Ma oggi Alessandrini ha sostanzialmente scritto la parola ‘fine’ alla propria avventura da sindaco, visto che ora si ritroverà a fare i conti con una maggioranza consiliare più frantumata di prima. Né lo salveranno i ‘contentini’ distribuiti ai vari consiglieri Padovano o Scurti, in rappresentanza dei ‘partiti minori’, sotto forma di deleghe fittizie, visto che quelle cariche non hanno alcun valore esecutivo e presto lo scopriranno, se non lo sanno già, gli stessi consiglieri”.

Per questa ragione "Pescara Mi Piace" torna a chiedere, al sindaco Alessandrini e a tutta la maggioranza, di "porre fine a questa lunga agonia e rassegnare le proprie dimissioni, evitando anche una sfiducia che ormai è dietro l’angolo".

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