Politica Centro / Piazza Italia

Vendola a Pescara: "Sogno un'Italia più gentile, più umana e più libera"

Sala consiliare del consiglio comunale stracolma per l'incontro conclusivo del lungo tour con cui ieri Nichi Vendola ha girato l'Abruzzo nell'ambito delle primarie del centrosinistra. Il leader di Sel ha affrontato a tutto campo i temi della politica e dell'etica

Era stracolma, ieri sera, la sala consiliare del consiglio comunale per l’incontro di Pescara con Nichi Vendola nell’ambito delle primarie del centrosinistra. Tanti gli esponenti di Sinistra Ecologia Libertà che non hanno voluto mancare all’appuntamento: il segretario regionale Gianni Melilla, il consigliere comunale Giovanni Di Iacovo, il coordinatore cittadino Daniele Licheri, ma anche personaggi giunti da altre province come Giovanni Antonacci, coordinatore di Sel Lanciano, e Andrea Del Castello, coordinatore del Comitato per Vendola in Alto Sangro.

Vendola, visibilmente stanco dopo un tour che lo ha portato a toccare in una sola giornata L’Aquila, Teramo e Chieti prima di arrivare nel capoluogo adriatico, non ha però perso la consueta verve: “Vi do una buona notizia – ha detto ai presenti – A Gaza è stata firmata una tregua. Ma volevo dirvi anche che in queste ore mi vergogno dell'Europa: sarebbe il caso che restituisse il Nobel per la pace. La mediazione tra Hamas e Israele l'hanno fatta Usa ed Egitto, ma l'Europa guardava da un'altra parte, è sempre subalterna. Il nostro pacifismo è stato smentito tante volte”.

Passando poi a parlare dei problemi di casa nostra, il governatore della Puglia non ha risparmiato bordate all’ex premier Silvio Berlusconi, attaccato anche “per averci fatto credere che non ci fosse nulla di male nel selezionare le donne in politica in base alla loro gradevolezza estetica”. Una visione della donna oggetto che, secondo Vendola, ha origine “negli anni della nostra discesa agli inferi con la tv commerciale”, cioè negli anni ’80, “con programmi come Drive In e Colpo Grosso”. Il leader di Sel, invece, crede nella “parità di genere in tutti i luoghi della politica e del potere. Per me è stato importante guadagnare competenza sulle cose del mondo nel momento in cui, con una giunta regionale composta da 7 maschi e 7 donne, ogni giorno mi sono reso conto che avere uno sguardo e un udito femminile sul mondo implica una conoscenza maggiore dei problemi sociali, in quanto l’udito maschile è abituato a non sentire ciò che gli provoca fastidio o qualche mal di stomaco”.

Nichi Vendola non ha dubbi su quelli che sono i suoi obiettivi politici: “Io sogno veramente un’Italia più umana, più gentile, più colta, più pulita e più libera”. Non è mancata una considerazione sul testamento biologico: “Io vorrei firmarlo ed essere padrone dell’ultimo istante della mia vita. Per me la vita non è idratazione e nutrimento, ma relazione; se dovessi essere ridotto nella condizione di Eluana Englaro, chiedo per me la libertà di farmi morire in pace e di non imprigionarmi nel mio corpo”.

Due parole anche sulla fecondazione assistita: “Chiedo la possibilità di avere una legge che non venga bollata come crudele dalla Corte Europea di Strasburgo. Non dev’essere lo Stato a decidere di chi è il seme con il quale puoi fecondare tuo figlio. Mi chiedo, anzi, perché lo Stato non si occupi di politica industriale. Oggi la vita privata è dominata dallo Stato etico, che decide ciò che è giusto e ciò che è ingiusto nella mia camera da letto. Io vorrei un mondo rovesciato, uno Stato che si occupi della vita pubblica e che non ficchi il naso nella mia sessualità e nei miei costumi”. Alle 22, tra gli applausi, il comizio si è concluso. 

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Vendola a Pescara: "Sogno un'Italia più gentile, più umana e più libera"

IlPescara è in caricamento