Sabato, 31 Luglio 2021
Politica

"Le Naiadi" ancora chiuse, il Pd: "Inaugurazione farsa: serve certezza sui tempi di riapertura e del project financing"

A parlare riguardo alla riapertura del complesso sportivo "Le Naiadi" di Pescara sono i consiglieri comunali e regionali del Pd

"Inaugurazione farsa: serve certezza sui tempi di riapertura e del project financing. L’impianto chiuso danneggia tutti”.
A parlare riguardo alla riapertura del complesso sportivo "Le Naiadi" di Pescara sono i consiglieri comunali e regionali del Pd.

Erano presenti i consiglieri regionali Antonio Blasioli e il capogruppo Silvio Paolucci e i consiglieri comunali Piero Giampietro, Stefania Catalano e Francesco Pagnanelli.

«Ci siamo incontrati qui fuori dall'impianto sportivo", spiega il consigliere regionale Blasioli, "per smascherare l’inaugurazione-farsa che gli assessori regionali Liris e Febbo, il presidente del Consiglio regionale Sospiri, il consigliere regionale Testa e il sindaco di Pescara Masci hanno fatto l’11 luglio e per denunciare l’assoluta mancanza di certezze da allora a oggi, come ci hanno confermato anche gli attuali gestori che aspettano anche loro certezze per far ripartire le attività. Si tratta di una vicenda che ha dell’incredibile, che dimostra la grande faciloneria di questa Amministrazione regionale nell’affrontare vertenze importanti, com’è accaduto con Mercatone uno e le Terme di Caramanico».

Gli esponenti del partito democratico ripercorrono anche le ultime tappe del caso "Le Naiadi":

«Il 13 giugno sono state consegnate le chiavi ai nuovi gestori, la società Pinguino (capofila di 4 soggetti) e a fine giugno l’impianto ospita già un torneo di pallanuoto. Nel frattempo la Regione effettua dei lavori per riaprire l’impianto e l’11 luglio si tiene la festa di inaugurazione, parliamo quindi del giorno successivo alla rovinosa grandinata che ha colpito Pescara. Siamo certi che ci siano stati danni a seguito di quell’ondata di maltempo, ma a quel punto perché annunciare con una festa e con tanto di benedizione la riapertura delle piscine per il 15 luglio se si sapeva che sarebbe stato impossibile? La verità è che l’impianto manca di tante certificazioni, alcune scadute, e bene ha fatto la Pinguino (insieme alle altre tre società che si sono aggiudicate la gestione provvisoria) a pretenderle tutte prima di iniziare l’attività».

«A oggi», aggiugono Giampietro, Catalano e Pagnanelli, «non è stata lanciata alcuna campagna di abbonamenti in un momento in cui sia le famiglie, sia le società, iniziano a programmare per il prossimo anno, vuoi per i figli e vuoi per gli atleti. Tant’è che molti hanno scelto altre piscine del territorio e questo è sicuramente svantaggioso per le Naiadi, specie perché parliamo di un complesso che conta tra i 1.300/1.400 accessi giornalieri. Lo è anche per i lavoratori: ad aprile 2019 lavoravano alle Naiadi 33 dipendenti (dipendenti della sola struttura), ad essi si aggiungevano 40 persone in collaborazione sportiva con le associazioni che vi operavano e mediamente ciascuno dei 33 dipendenti ha 3 mensilità non pagate. Alcuni si sono già ricollocati altrove, mentre 25 circa, grazie alla Cgil, hanno raggiunto un accordo verbale con la società Pinguino, ma parliamo di un accordo raggiunto e non sottoscritto, perché giustamente è difficile sottoscrivere un accordo senza avere la disponibilità delle piscine. Situazione che non può più durare a lungo e troviamo assurdo che non ci sia anche il Comune a sostenere queste ragioni. Masci in campagna elettorale si è occupato più volte della questione, è anche venuto a parlare con i lavoratori, ma non preme per la riapertura: ci meraviglia il suo silenzio, ci saremmo aspettati sostegno da parte sua a nome del Comune, perché questa situazione è un danno grande per la nostra città».

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