Multa all'Aca, Di Sante: "Gestione fallimentare, urge l'intervento dei sindaci dei Comuni soci"

Il segretario provinciale di Rifondazione Comunista commenta la sanzione da 312.000 euro "per molteplici violazioni del codice del consumo", parlando di "gestione approssimativa e per nulla trasparente"

Corrado Di Sante

Dopo la multa da 312.000 euro elevata all'Aca "per molteplici violazioni del codice del consumo", il segretario provinciale di Rifondazione Comunista Di Sante commenta questa sanzione parlando di "gestione fallimentare, approssimativa e per nulla trasparente", e aggiungendo che a questo punto "urge l'intervento dei sindaci dei Comuni soci".

"È sotto gli occhi di tutti che l'auspicata opera di risanamento è un miraggio, anzi. Tali condotte, in un quadro allarmante di crisi di liquidità della società stessa, mettono fortemente a rischio la capacità di Aca di ottemperare al piano concordatario. Debiti e multe non possono essere scaricati sulle bollette. È ora che i responsabili di tali disastri rispondano in prima persona".

Per Di Sante "serve una cesura netta non solo con il cda ma con il quadro dirigenziale dell'Aca", mentre l'Aca, secondo il segretario provinciale di Rifondazione, non dovrebbe più essere "società per azioni" ma tornare "azienda pubblica consortile": "Servono trasparenza e partecipazione popolare nel controllo e gestione del servizio idrico. Chi ha determinato il fallimento dell’Aca negli ultimi 20 anni, chi ha riportato condanne, non può continuare a ricoprire incarichi dirigenziali".

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