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Movida, nessuna sospensiva per il piano di risanamento acustico: scontro in consiglio comunale

Il dibattito sul tanto criticato documento è iniziato oggi, la Del Trecco difende il lavoro fatto che non serve a far chiudere nessuno, afferma, ma dalla minoranza tantissime critiche, Pagnanelli (Pd) all'assessore Cremonese: "Sei il più odiato dagli esercenti"

Nessuna sospensiva, il piano di risanamento acustico sarà votato in consiglio comunale. E' quanto deciso al termine della seduta di oggi che ha visto la bocciatura della proposta di fermare il documento avanzata dalle opposizioni: 10 i voti contrari, 9 i favorevoli. Domani si tornerà quindi in aula per l'eventuale prima approvazione. Quella definitiva avverrà con il ritorno in aula del documento dopo il passaggio in Regione e in Provincia. Approvazione che, per chi siede nei banchi della minoranza, sarebbe una scure che si abbatterrà sugli esercenti della zona della movida della città: quella di piazza Muzii e delle vie che le ruotano attorno.

Da parte sua l'assessore comunale Isabella Del Trecco ha più volte ribadito come il piano non faccia altro che dettare delle linee guida su quelle che dovranno essere le misure per contenere il rumore creato soprattutto dalla movida, come emerso dalle rilevazioni fatte e che dunque, come già anticipato a IlPescara, saranno poi gli uffici a dover prevedere quelle da applicare con un tavolo tecnico chiamato a riunirsi semestralmente per controllare se le stesse stiano o meno funzionando. Tavolo cui siederanno Arta, Asl, residenti e rappresentanti delle attività commerciali. “Non stiamo facendo chiudere nessuno” ha precisato in aula Del Trecco affermando che lo scopo è quello di trovare una soluzione che permetta di far convivere locali ed esercenti nel rispetto di tutti.

Parole che, però, per i tanti consiglieri d'opposizione intervenuti, stonano con quanto previsto dal piano a cominciare dalle spese che gli esercenti dovrebbero sostenere ad esempio, ha sottolinea il capogruppo del Pd Piero Giampietro, per dotarsi di personale che dovrebbe occuparsi proprio di gestire il problema rumore. Dai banchi del Partito democratico critiche sono state mosse anche da Marco Presutti, Francesco Pagnanelli e Stefania Catalano che ha definito il piano di risanamento acustico “un atto di propaganda” che dimentica il resto della città dove problemi legati alla movida non sana si registrano comunque. Sulla stessa scia Mirko Frattarelli (Sclocco sindaco) che ha accusato l'amministrazione di essere “sotto scacco di alcune persone che tengono ostaggio un'intera zona commerciale”. Il riferimento di entrambi è ai residenti del comitato Tranquillamente Battisti i cui esposti sono stati uno dei motivi per cui si è proceduto alle rilevazioni dei rumori nella zona. Parole a cui la Del Trecco ha ribadito duramente affermando che di politica per pochi non se ne fa. Che non sia così, però, lo ha affermato anche la consigliera comunale Marinella Sclocco che ha parlato di un documento antidemocratico chiedendo quindi che l'Arta rilevazioni simili le faccia anche in altre zone e se non accade è perché “probabilmente lì non si è fatta campagna elettorale e non hanno portato candidati autorevoli” per cui pensare un piano di risanamento acustico solo per una specifica zona “probabilmente è il frutto di una scelta chiara”.

L'attacco frontale all'assessore al commercio Alfredo Cremonese è arrivato da Pagnanelli. “Sarà lei a prendere l'ennesimo schiaffo dall'approvazione di questa delibera: è l'assessore più odiato dai commercianti, dagli esercenti e dal popolo della notta. E' nei fatti”. Pagnanelli ha quindi lamentato la mancata condivisione del documento prima che fosse redatto e il fatto di volerlo approvare in estate, quando l'economia sta ripartendo dopo il covid, “è l'ennesimo messaggio alla città di voler zittire la movida”. A rispondergli il capogruppo della Lega Vincenzo D'Incecco che ha sottolineato come l'approvazione del piano sia prevista dalla legge e che non rispettare i parametri in termini di rumore potrebbe costare sanzioni come avvenuto in altri Comuni. Sanzioni che però, ha a sua volta replicato il consigliere comunale di Azione Carlo Costantini, sarebbero derivate dai mancati controlli e non dalla mancata applicazione del piano e proprio i controlli sono stati al centro del suo lungo e chiaro intervento. “Nel documento manca equlibrio e manca cultura di governo – ha detto -. Si propongono solo soluzioni limitative sparando sul mucchio, ma ogni realtà ha una sua indivialità e una quantità di investimenti specifici e mirati. Se aveste fatto i controlli quando andavano fatti e aveste punito duramente chi violava le norme di legge oggi non saremmo in questa situazione. Perché se io che sono onesto e chiudo vedo quello accanto violare la leggere e non avere conseguenze, non dovrei fare la stessa cosa? Punire sia chi sbaglia che chi non lo fa è un segnale devastante e politicamente sbagliato vanno discusse nove soluzioni valorizzando il merito”.

Ad attaccare la Del Trecco anche la capogruppo M5s Erika Alessandrini, a difenderla invece, oltre a D'Incecco, anche Ivo Petrelli che ha ribadito come il documento dia solo delle indicazioni e che si sia reso necessario. D'accordo con il piano anche Alessio Di Pasquale che ha defintio la zona della movida come “Sodoma e Gomorra”. Decisamete più moderata la posizione tra le fila della maggioranza di Zaira Zamparelli che ha presentato un emendamento per chiedere di poter derogare di tanto in tanto ai nuovi orari che saranno stabiliti per consentire serate musicali più lunghe. Per lei la gestione va fatta con criterio perché sbagliato sarebbe anche punire chi agisce in modo corretto. “mi auguro – ha detto – che si riesca a trovare il giusto equlibrio dando il giusto riposo, ma anche facendo lavorae tutti quelli che hanno investito in quelle attività”. Fabrizio Rapposelli, infine, si è detto d'accordo con Costantini in merito alla necessità di fare i giusti controlli perché il problema per lui non è il rumore, ma sono gli orari e il fatto che si sia fatto un piano in grado di definirli resta una scelta coraggiosa, ha affermato rivolgendosi a Del Trecco e difendendo, al contempo, la movida sana della zona.

Se nella volontà di chi il piano lo ha portato in aula non ci sarebbe quella di spegnere la movida, certo è che sulle limitazioni che dovranno essere definite in merito ad orari, occupazione del suolo pubblico, vigilanza, divieto di apertura di nuove attività, di scontri ce ne saranno ancora e già le associazioni di categoria sono tornate a tuonare chiedendo “soluzioni condivise” e la non approvazione del piano. Cosa quest'ultima al momento apparentemente impossibile dato che il piano di risanamento acustico in aula, per la discussione degli emendamenti e l'eventuale approvazione, tornerà domani.

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