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Marsilio sul Covid e le terapie intensive in Abruzzo: "Il 20% di occupazione è un numero enorme, mancano i rianimatori"

Il presidente commenta il dato relativo all'occupazione dei posti in area critica da parte dei pazienti positivi al Coronavirus in Abruzzo

Il numero di persone ricoverate in Abruzzo in terapia intensiva, per Covid, è enorme al di là delle soglie convenzionali. Lo ha detto il presidente della Regione Marco Marsilio a margine della riunione dell'unità di crisi riguardante la gestione della pandemia, con l'aumento esponenziale dei casi registrati nelle ultime settimane, aggiungendo che chi non è del campo medico pensa che avere il 15/20% di terapie intensive occupate significhi che sono ancora semivuote, ma in realtà gli ospedali vanno in tilt già con una capienza del 10/15% dovuta alla mancanza di personale:

"Manca il personale, le operazioni vengono rinviate e questo è il danno che si infligge e dobbiamo continuare a dirlo, non lo faccio per fare propaganda, ma perché dare informazioni corrette penso sia la ricetta migliore per vincere la battaglia: il 75%, l'80% in alcuni casi, dei ricoverati in terapia intensiva sono i non vaccinati. Questo è l'impatto vero e dannoso di chi ha scelto di non vaccinarsi e ha condotto oggi a questa situazione negli ospedali".

Il governatore ha quindi confermato che l'attuale pressione ospedaliera nell'area non critica è difficile da reggere, e non è un problema di nuovi posti da creare (che possono essere anche il doppio in poche settimane), ma di personale specializzato come anestesisti e rianimatori sufficienti per curare queste persone:

"Questi non si fabbricano. Si sta stressando il sistema sanitario oltre ogni limite per questo è necessario continuare a fare la campagna vaccinazione. Abbiamo iniziato a sperimentare le terapie orali che ci sono state mandate, ma purtroppo in pochissimo numero per ora. Abbiamo 360 flaconi per curare 360 persone. Abbiamo iniziato con i primi casi selezionati perché non va bene per tutti e speriamo sia efficace. Se sì spero ce e ne diano numero maggiore e possano arrivare nuove terapie. Con terapie e vaccini possiamo tenere sotto controllo pandemia e uscirne".

Ricordiamo che l'Abruzzo sarà in zona gialla almeno fino a lunedì 24 gennaio, ma venerdì 21 gennaio in occasione della riunione della cabina di regia del Governo e del Cts, qualora tutti e tre i parametri presi in considerazione per il cambio di colore (terapie intensive occupate, posti letto in area non critica occupati e casi per 100 mila abitanti) dovessero essere da zona arancione, la nostra regione potrebbe entrare nella fascia intermedia di restrizioni.

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