Martedì, 16 Luglio 2024
Politica

Marinelli (Pd) sui numeri delle liste d'attesa: "La Caporetto della sanità abruzzese, bene il faro acceso dalla procura"

Il segretario regionale interviene a gamba tesa sul tema commentando i numeri "impietosi" emersi dall'ultimo rapporto dell'Agenzia sanitaria regionale: "Da tempo chiediamo assunzioni e più investimenti al governo nazionale, ma si pensa all'autonomia differenziata che peggiorerà solo la situazione"

“I numeri impietosi svelati dall'Agenzia sanitaria regionale sulle liste d'attesa disegnano la Caporetto della sanità abruzzese”.

A dichiararlo è il segretario regionale del Pd che commenta e snocciola ancora una volta quei numeri emersi dal report dell'Asr relativo al 2023 che descrive una situazione in cui le attese “sono ancora troppo lunghe” e che “raramente raggiunto il target di soddisfacimento della domanda raccomandato dal ministero pari al 90 per cento”.

“Si scopre – incalza Marinelli – che le prestazioni sanitarie brevi (da farsi entro 10 giorni) vengono smaltite soltanto nell’80 per cento dei casi, quelle differibili (da farsi entro 30 giorni) nel 73 per cento mentre quelle programmate (da farsi entro 120 giorni) vengono coperte soltanto per il 56 per cento;:in pratica, per quest’ultima fascia è garantita unicamente una prestazione su due”.

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“È una Caporetto per la sanità abruzzese, e bene ha fatto la procura di Pescara ad accendere un faro su questo grave stato di cose”, aggiunge riferendosi all'inchiesta avviata prima sulle liste d'attesa e ora allargatasi anche alle pre-liste.

“Ci vuole un impegno serio e concreto da parte del governo nazionale, cui chiediamo da tempo la fine del blocco delle assunzioni e un maggior investimento di risorse. La destra invece ha affossato il progetto di legge Schlein per portare al 7,5 per cento il rapporto tra Fondo nazionale della sanità e Pil, mentre l'autonomia differenziata rischia di essere la pietra tombale sulla sanità pubblica abruzzese nel silenzio complice di Marsilio, che dovrebbe difendere gli interessi della nostra regione e non le scelte disastrose del suo partito. Sarebbe questo – conclude Marinelli - il 'governo che fa bene all’Abruzzo'”.

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