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Mare sporco in onda su Le Iene: il commento di Fiorilli (Pescara Mi piace)

L'ex vicesindaco torna a parlare dell'emergenza balneazione e ironizza sulla 'disfunzione funzionale' più volte tirata in ballo dal sindaco Marco Alessandrini nell'intervista rilasciata a Italia 1

Berardino Fiorilli

“Sull’emergenza balneazione a Pescara il sindaco Alessandrini ha scritto l’ennesima brutta pagina di politica e amministrazione di un territorio. L’intervista rilasciata all’inviato della trasmissione ‘Le Iene’ non solo ha contribuito a rinfrescare la memoria di quanto accaduto, ma ha ulteriormente aggravato, se possibile, la posizione del sindaco che ha tentato di giustificare la propria acclarata omissione, ovvero la mancata pubblicazione dell’ordinanza di divieto di balneazione, come una ‘disfunzione funzionale’, un termine ovviamente privo di senso che gli ha fatto meritare l’ennesima bocciatura. Inqualificabili le parole del vicesindaco Del Vecchio nelle intercettazioni telefoniche, nel suo estremo tentativo di nascondere quell’emergenza giusto per ‘far tacere le polemiche politiche’, confessando di essere a conoscenza che centinaia di persone il 29 luglio 2015 hanno nuotato in un mare di feci e liquami. Oggi per la vergogna sindaco e vicesindaco avrebbero dovuto avere il pudore di nascondersi e di rassegnare le proprie dimissioni immediate perché non possono pretendere di continuare a rappresentare una città sulla quale hanno fatto cadere fiumi di fango”.

È il commento dell’avvocato Berardino Fiorilli, promotore dell’associazione ‘Pescara Mi piace’, che “oggi più che mai chiede a gran voce le dimissioni del primo cittadino”.

“Con la nostra Associazione – ricorda Fiorilli – sono stato il primo a scoprire e a denunciare pubblicamente la ‘disfunzione funzionale’ del sindaco Alessandrini, ovvero la rottura della condotta di via Raiale prima, ponendo subito il quesito su cosa fosse accaduto nelle acque del fiume e del mare. Dinanzi alle domande sollevate l’Arta mi prese quasi per pazzo, rigettando la richiesta di eseguire analisi suppletive, che poi furono eseguite, ma ovviamente tenute segrete. Peggio il sindaco Alessandrini che prima ha negato qualunque problema, ha continuato a negare per giorni sui giornali, poi in Commissione Vigilanza, poi addirittura dinanzi a un Magistrato. Salvo poi vuotare il sacco postumo, ovvero quando la Procura gli svelò le intercettazioni che dimostravano in maniera chiara e inequivocabile che il sindaco sapeva perfettamente che la rottura della condotta aveva determinato lo sversamento in mare di fiumi e fiumi di feci, che la gente aveva fatto il bagno in mezzo a quelle feci perché egli stesso non aveva ritenuto opportuno emettere un’ordinanza di divieto di balneazione, e che poi l’ordinanza l’ha fatta solo il 3 agosto, retrodatandola al primo agosto”.

Fiorlli parla di “un comportamento gravissimo sul quale, se la magistratura deve ancora esprimersi, la città lo ha già fatto, esprimendo una bocciatura clamorosa e plateale dell’operato di un sindaco che non merita di amministrare Pescara”.

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