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Manifesti contro pillola Ru486, Rifondazione Comunista: "Basta criminalizzare le donne"

In una nota congiunta, il segretario provinciale Corrado Di Sante e la componente del comitato politico nazionale Viola Arcuri parlano di "provvedimenti fotocopia che Lega e a Fratelli d'Italia brandiscono contro le donne da nord a sud per becera propaganda"

Anche Rifondazione Comunista interviene sui manifesti apparsi in città contro la pillola Ru486, lanciando un appello: "Basta criminalizzare le donne". In una nota congiunta, il segretario provinciale Corrado Di Sante e la componente del comitato politico nazionale Viola Arcuri parlano di "provvedimenti fotocopia che Lega e a Fratelli d'Italia brandiscono contro le donne da nord a sud per becera propaganda".

Per Rifondazione Comunista è "davvero inquietante" che "mentre a Pescara e forse anche in altre città abruzzesi comparivano vergognosi trotter con messaggi falsi e discriminatori, con l'obiettivo di diffondere disinformazione medico-scientifica rispetto all'aborto farmacologico, Marsilio e Verì emanavano una circolare volta ad ostacolare la somministrazione della RU486 nei consultori".

L'auspicio degli esponenti di Ridondazione è che "si ritiri il provvedimento emanato recependo pienamente le linee guida del ministero della salute. Si potenzino i consultori, dopo anni di tagli dissennati di risorse e servizi. Si dia piena attuazione alla legge 194, una norma di civiltà che ha azzerato gli aborti clandestini e salvato davvero la vita delle donne". E concludono: "La pillola Ru486 non è un veleno e non mette in pericolo la salute delle donne, è un farmaco approvato".

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