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Il M5S scrive ai sindaci della provincia: “Rivedere il progetto dell’impianto a biogas”

L’iniziativa è del consigliere Sola, che ha voluto chiedere ai primi cittadini "la giusta attenzione per una vicenda che potrebbe incidere in maniera sostanziale sul futuro del territorio"

Il Movimento 5 Stelle scrive ai sindaci della provincia, invitandoli a rivedere il progetto dell’impianto a biogas che Ambiente SpA vorrebbe realizzare partendo dal trattamento dei rifiuti organici. L’iniziativa è del consigliere comunale Paolo Sola, che alla vigilia del voto nell’Assemblea dei Soci ha voluto chiedere ai primi cittadini "la giusta attenzione per una vicenda che potrebbe incidere in maniera sostanziale sul futuro del territorio pescarese", si legge in una nota.

“Il problema – dice Paolo Sola – è rappresentato da una proposta che arriva dopo aver perso i finanziamenti a fondo perduto del Pnrr e che ora implicherebbe una spesa di 30 milioni di euro che, direttamente o indirettamente, ricadranno sulle spalle dei cittadini”. Sola si riferisce alla somma che servirà per realizzare l’opera, finanziata in parte (15 milioni di euro) da un prestito che il Comune di Pescara riceverà dalla Bei (Banca Europea per gli Investimenti) da restituire in 18 anni, e in parte (i restanti 15 milioni) dal coinvolgimento di un privato attraverso un project financing che gli garantirebbe la gestione dell’impianto per 15 anni.

“Un connubio pubblico-privato che farà gli interessi solo di quest’ultimo – prosegue il consigliere – sulla base di un accordo che ci legherebbe mani e piedi a delle clausole che costringeranno i cittadini a pagare una tariffa molto più elevata per il conferimento perché, indipendentemente dalla quantità di rifiuti che arriveranno, sarà Ambiente Spa, azienda partecipata e quindi pubblica, a dover garantire il guadagno del privato”. 

E non finisce qui: “Nell’accordo di gestione - denuncia Sola - si rinuncia sin da subito ad ogni futuro incentivo statale per la produzione di biometano destinandolo al privato; una somma che (per l’intero periodo di gestione) sarebbe di decine di milioni di euro che andrebbero nelle tasche del gestore anziché incassati dai Comuni per abbattere i costi della Tari o per ammortizzare il prestito da restituire alla Bei”.

Questioni che il consigliere Sola ha già sollevato come membro nel Comitato di Controllo Analogo di Ambiente, e che ora rilancia all’attenzione dei sindaci che siedono nell’Assemblea dei Soci: “È fondamentale che questi aspetti vengano sollevati e recepiti in quella sede, perché si eviti di dare seguito ad una proposta irricevibile e si valutino, invece, condizioni alternative nell'interesse di tutti i cittadini”.

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