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Il M5S boccia la proposta di modifica dello Statuto di Ambiente SpA: "Manovra arraffona"

Un atteggiamento "prevaricatore e dittatoriale" è quello che emergerebbe dalla proposta di modifica del consiglio di amministrazione di Ambiente e del comitato di controllo analogo

Ieri, 22 luglio, è approdata in consiglio comunale la delibera di modifica dello statuto di Ambiente SpA voluta dal sindaco Carlo Masci, con la contrarietà del Movimento 5 Stelle che l'ha definita "una vera e propria sciagura" parlando di "manovra arraffona" .

"Un atteggiamento prevaricatore e dittatoriale è quello che emerge dalla proposta di modifica del consiglio di amministrazione di Ambiente e del comitato di controllo analogo, che solo qualche settimana fa aveva permesso di bloccare e modificare un project financing che stava consentendo di realizzare un impianto di compostaggio a Città Sant'Angelo a condizioni economiche assurde, nell’interesse del solo privato invece che dei Comuni soci", commentano i consiglieri comunali Erika Alessandrini, Paolo Sola e Massimo Di Renzo. 

Innanzitutto la questione cda, che "nasce con un peccato originale al momento della fusione di Ambiente SpA nel 2018: la città di Pescara, che conta circa un terzo degli abitanti della provincia, detiene da sola l'82% delle quote sociali, lasciando a Città Sant'Angelo il 6% e a tutti gli altri Comuni, con una popolazione di circa 180 mila abitanti, appena il 12%", sostengono i pentastellati.

In virtù di questo, oggi il sindaco Masci "rivendica una maggiore rappresentanza in seno al consiglio d’amministrazione di Ambiente spingendo gli altri Comuni, che perderebbero un rappresentante (passando da due a uno), fuori da una società che nasceva, invece, proprio con l’obiettivo di includere e allargare il bacino di utenze, e aprendo scenari pericolosissimi in vista della grande rivoluzione del servizio di gestione rifiuti che, a partire dal 2025, vedrà un solo gestore dell'ambito provinciale".

E non è tutto: "Il blitz del sindaco Masci, arrogante nell'imporre il peso delle proprie quote sociali, prevarica tutti gli altri Comuni della provincia spingendoli, di fatto, fuori da Ambiente e spalancando le porte alla gestione privata del servizio per i prossimi decenni - proseguono Alessandrini, Sola e Di Renzo - e tutto ciò sta trasformando la società da una Ambiente SpA a una “Masci SpA”: un contenitore politico in cui si vogliono risolvere i problemi del centrodestra pescarese alla continua ricerca di poltrone per gestire una maggioranza a perimetro variabile con continui cambi di casacca, e sempre più irrequieta all’ombra di un sindaco che arroga a sé ogni decisione, collezionando solo figuracce e malcontento tra i pescaresi. La battaglia per una Ambiente SpA aperta ed inclusiva ci vedrà in prima linea per garantire a Pescara e all’intera provincia una gestione pubblica ed efficiente del servizio rifiuti, lontana dalle logiche arraffone e miopi di Masci e del centrodestra".

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