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Giovedì, 26 Maggio 2022
Politica

L'attacco del M5s all'amministrazione Masci sul nuovo impianto di biogas: "30 milioni di euro che pagheranno i cittadini"

Il consigliere Paolo Sola critica l'amministrazione comunale per non aver partecipato al bando del Pnrr che avrebbe permesso di finanziare l'opera

I cittadini di Pescara rischiano di dover pagare 30 milioni di euro per l'impianto di smaltimento dei rifiuti organici che il Comune  realizzerà, quando potevano essere ottenuti tramite finanziamento con il Pnrr. A dirlo il consigliere comunale del M5s Paolo Sola, che attacca l'amministrazione comunale per non aver partecipato al bando come invece hanno fatto altre amministrazioni comunali, considerando che l'ente pescarese è in crisi finanziaria e quindi anche a corto di risorse economiche da spendere. Sola fa parte del comitato di controllo analogo congiunto di Ambiente SpA, che si dovrebbe occupare della realizzazione dell'impianto di biogas.

La vicenda, denunciata dal consigliere M5S dopo l’ultima riunione del Comitato, era emersa per la prima volta nelle scorse settimane, quando la Giunta Masci aveva fatto particolare vanto del finanziamento concesso dalla BEI (Banca Europea per gli Investimenti) al Comune di Pescara per realizzare un piano di interventi di transizione verde, tra i quali un impianto per la produzione di biometano dai rifiuti organici.

“Per prima cosa va detto che il finanziamento concesso dalla Bei andrà comunque restituito entro 18 anni e con un tasso di interesse e copre soltanto la metà dei 30 milioni previsti per realizzare l’impianto. Per la parte restante (15 milioni di euro) Ambiente Spa ha già intenzione di ricorrere ad un privato a cui affidare anche la gestione. L’ennesima commistione pubblico-privato che rischia di fare gli interessi solo di quest’ultimo, che per forza di cose dovrà fissare una tariffa per il conferimento dei rifiuti abbastanza alta da garantirgli di recuperare l’investimento e raggiungere un profitto. E impianti di questo tipo, lavorando a pieno regime con quantità importanti (50.000-60.000 tonnellate di organico all’anno), dovrebbero poter servire grandi territori per essere economicamente sostenibili, ben oltre quello pescarese che produce circa 20.000 tonnellate annue”.

Inoltre, aggiunge Sola, l'impianto rischia anche di non essere competitivo rispetto a quelli delle province dell'Aquila e Chieti, e porta l'esempio del Comune di Rapino che si è presentato come capofila di un progetto con altri Comuni limitrofi per un impianto simile a quello di Pescara, cercando di attingere da fondi del Pnrr.

"Risorse a fondo perduto che consentirebbero una gestione libera da ogni ragionamento di profitto e, di conseguenza, la possibilità di garantire tariffe agevolate per il conferimento dell’organico non solo ai Comuni aderenti, ma all’intero territorio limitrofo, andando ad attrarre clienti anche nella provincia pescarese e riducendo di fatto il progetto di Ambiente Spa ad un’operazione fallimentare ancor prima di nascere”. La questione sarà ripresa durante la prossima riunione del comitato prevista per il 7 aprile chiedendo conto della mancata partecipazione al bando di fondi pubblici.

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