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I dubbi del M5s sulle forniture di tamponi rapidi alla Regione: "Poco affidabili, in discussione tutta la campagna di screening"

La capogruppo alla Regione Marcozzi parla di risultati inverosimili con la possibilità che nell'intera campagna di screening siano sfuggiti moltissimi falsi negativi

Tamponi rapidi poco affidabili in Abruzzo con dati non realistici sulla presenza di positivi asintomatici a causa del molti probabili falsi negativi. Il M5s, con la consigliera Marcozzi, solleva gravi dubbi sull'intera campagna di screening avviata in Abruzzo dalla Regione e dai singoli Comuni per contrastare la diffusione del Coronavirus.

La Marcozzi parte dai numeri che sarebbero non veritieri della reale situazione con i dati ufficiali comunicati dalla Regione che indicano pochissimi positivi a fronte del numero di test rapidi effettuati. Per il caso di Guardiagrele, ad esempio, su 4334 persone sottoposte al test solo 10 risultano positive dai tamponi antigenici e solo due di questi sono risultati positivi al controllo con tampone molecolare, numeri ben diversi rispetto ai test di massa effettuati con tamponi molecolari a Pizzoferrato dove furono scovati 71 positivi su 530 persone sottoposte al test:

“Numeri totalmente differenti da quelli che vengono fuori dalla campagna di screening effettuata attraverso l’utilizzo di tamponi molecolari messa in piedi per la gestione del focolaio di Pizzoferrato. Numeri che fanno dubitare sulla affidabilità dei test rapidi e destano preoccupazione in quanto il tasso di positività regionale viene calcolato attraverso la somma di tamponi molecolari e test rapidi. A preoccupare, oltretutto, sono i comportamenti di coloro che, sottoponendosi al test antigenico rapido e ricevendo un esito negativo, potrebbero sentirsi tranquilli e autorizzati ad attuare comportamenti più disinvolti nelle relazioni sociali, così contribuendo al diffondersi della pandemia”

Problemi, secondo la Marcozzi, che si estendono anche al tipo di tamponi utilizzati dalla Regione dai quattro fornitori ed in particolare sulla fornitura di un'azienda riconducibile a Michele Russo, la Proxima Srl:

L’anomalia che desta perplessità sta nel fatto che il 31 dicembre - giorno successivo alle determine con cui la Protezione Civile regionale disponeva impegni di spesa relativi al pagamento di tutti e quattro i fornitori - con nuove determine revocava in autotutela il pagamento delle forniture, pur confermando l’impegno di spesa assunto e trasferendo fondi e onere di pagare i corrispettivi alla Presidenza della Regione

Dubbi infine anche sulla qualità dei test che, secondo il M5s, per tre dei quattro fornitori non sarebbero fra quelli classificati come affidabili e di seconda generazione come da indicazioni del Ministero della Salute che ha fornito un portale dove verificare se i parametri tecnici dei prodotti sono in linea con le indicazioni.

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