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Loreto Aprutino: si insedia la giunta Giovanetti, strappo di Rifondazione

Primo consiglio comunale e primi problemi per la nuova maggioranza che dovrà governare il comune di Loreto Aprutino nei prossimi 5 anni. La coalizione che aveva raggruppato tutti i 3 partiti di centro sinistra (Pd, Idv e Rifondazione) perde i primi pezzi e si ritrova più debole già al primo consiglio comunale. Rifondazione ha infatti abbandonato la maggioranza

Primo consiglio comunale e primi problemi per la nuova maggioranza che dovrà governare il comune di Loreto Aprutino nei prossimi 5 anni. La coalizione che aveva raggruppato tutti i 3 partiti di centro sinistra presenti sul territorio (Pd, Idv e Rifondazione) perde i primi pezzi e si ritrova più debole già al primo consiglio comunale. Rifondazione ha infatti abbandonato la maggioranza e, con un documento letto durante il consiglio, comunica il suo passaggio ai banchi dell'opposizione.

La rottura arriva poche ore prima del consiglio comunale del 15 aprile scorso, all'atto della formazione della Giunta con la divisione degli incarichi. Ad onor del vero, la frattura era abbastanza evidente da alcuni giorni ma fino all'ultimo si è cercato di metterci una toppa, senza successo.

Il consigliere eletto da Rifondazione, l'assessore uscente Leonardo Pasqualone, ha rifiutato gli incarichi che gli erano stati offerti dal sindaco Giovanetti in quanto, lo stesso sindaco avrebbe disatteso gli accordi di coalizione firmati prima delle elezioni dai segretari provinciali dei 3 partiti che hanno formato la coalizione vincente "Loreto che vogliamo".

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il mancato assegnamento della delega all'urbanistica al consigliere di Rifondazione cui erano state proposte, come alternativa, altre deleghe minori. L'accordo originale, firmato da Giovanetti e dai 3 segretari provinciali, prevedeva la nomina di un assessore esterno donna, in quota Rifondazione, che avrebbe preso la delega all'urbanistica.

Pasqualone, a nome del partito che rappresenta, ha rifiutato le deleghe che gli erano state proposte perché, si legge nel comunicato letto in consiglio, quella di Rifondazione "non è una rivendicazione di potere, di una qualsiasi poltrona disponibile, ma la richiesta di riconoscimento di un lavoro svolto, di un apporto dato alla società loretese, oltre che del rispetto di impegni assunti e sottoscritti da tutti. Per cui non abbiamo nessuna intenzione di accogliere le offerte di altre deleghe".

Rifondazione ha finora raccolto la solidarietà e il supporto, seppur solo a parole, del segretario provinciale del Pd Antonio Castricone, uno dei firmatari dell'accordo pre elettorale, che ha dichiarato alcuni giorni fa: "La vittoria di Loreto è stata il risultato dell'unità del centrosinistra e della sua capacità di rinnovarsi: per questo dico che il sindaco Giovanetti ha commesso un grave errore escludendo Rifondazione dalla giunta". Nella seconda parte dell'intervento, il tono di Castricone si fa ancora più duro nei confronti dei suoi uomini a Loreto, "gli accordi con gli alleati vanno rispettati e questo il sindaco Giovanetti lo sa. Sono certo che si sia trattato di un errore frutto di immaturità politica o di un consiglio elargito da qualche suggeritore ingombrante. Ma il centrosinistra deve essere coerente con gli impegni presi con gli elettori: unità e rinnovamento. Mi aspetto quindi che il sindaco ricomponga subito la coalizione con l'ingresso in giunta di Rifondazione, come da accordi sottoscritti".

Questa rottura ha ritardato le operazioni di accettazione degli incarichi e ha portato la maggioranza a ritardare l'inizio del consiglio, cosa che ha irritato non poco l'opposizione e anche i tanti cittadini presenti nell'aula consiliare.

La nuova Giunta, uscita dal primo consiglio comunale, si presenta così:

Moreno Sablone (Pd) vicesindaco;

Gianni Di Fermo (Pd) assessore ai lavori pubblici;

Domenico Donatelli (Idv) assessore all'urbanistica;

Franco Bottini (Pd) assessore alla pubblica istruzione e al turismo;

Gabriele Starinieri (Idv) presidente del consiglio comunale.

Altri esclusi illustri dalla giunta, i due volti nuovi in lista firmati Pd, l'unica donna Raffaella Mazzatenta e il giornalista Orlando D'Angelo.

L'opposizione non è stata a guardare e si è lamentata, col consigliere Evangelista, sia dell'affaire Rifondazione sia dei ritardi della maggioranza in consiglio e nella comunicazione alla minoranza dei candidati alla carica di presidente del consiglio.

Riguardo la vicenda Rifondazione, il commento del gruppo Pdl Loreto è stato molto duro e diretto: "Tanto tuonò che piovve…!! quello che era nell'aria già in campagna elettorale è avvenuto.

Disattesi i patti pre-elettorali nei confronti di Rifondazione Comunista che ambiva a ricoprire il posto in giunta con la delega all'urbanistica. Siamo alle prime battute della nuova maggioranza di centrosinistra ed è già emerso il malessere che serpeggia all'interno di una coalizione discorde, nata solo poche ore prima della presentazione delle liste, senza un vero progetto per la crescita del nostro paese".

Il gruppo consiliare del Pdl esprime anche un giudizio positivo su una delle decisioni prese dal neo sindaco: "è doveroso da parte nostra riconoscere al neo Sindaco la caparbietà e la perspicacia con cui ha formato la giunta con soli quattro componenti (su 5 disponibili), in cui spicca lo strapotere del Partito Democratico con ben 3 assessori ed il vicesindaco più naturalmente il Sindaco stesso".


L'ultima parte del documento, presentato dal consigliere Evangelista, fa riferimento alle mosse future del suo gruppo, rappresentato in consiglio anche da Lorenzo Chiappini. "Il nostro obiettivo è di creare in questi cinque anni progetti e programmi di governo del territorio, derivanti dall'ascolto delle problematiche dei cittadini in quanto abitanti, commercianti, agricoltori, imprenditori, professionisti, giovani, anziani ecc…di Loreto Aprutino. Un lavoro che sarà la stella polare anche del nostro gruppo consiliare che responsabilmente e attraverso il dialogo, porterà all'attenzione dell'intero consiglio le proprie idee e proposte nell'interesse del paese; ma, allo stesso tempo, controllerà, incalzerà e, qualora ve ne sarà bisogno, non esiterà a denunciare l'operato della giunta e della maggioranza".

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