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Di Marco (Pd) sui tempi "biblici" delle liste d'attesa: "Impietoso, si abbia il coraggio di rinunciare alle spese superflue"

Il vicepresidente della commissione Sanità annuncia una nuova convocazione del direttore generale Vero Michitelli e dell'assessore regionale Nicoletta Verì parlando di "strategia fallimentare" del governo Marsilio e chiedendo un'inversione di rotta perché, afferma, rischio può esserci anche la vita dei pazienti

“I dati sulle liste di attesa pubblicati dalla Asl di Pescara e relativi agli ultimi cinque mesi restano drammatici e confermano l’esigenza di un intervento concreto da parte della governance sanitaria regionale e aziendale. Non è pensabile, nel 2024, attendere fino a quasi due anni per una colonscopia, o un anno e mezzo per un’ecografia alla mammella o una elettromiografia: sono cifre che mettono in discussione non solo l’efficacia della prevenzione, ma, in molti casi la sopravvivenza dei pazienti”.

A dichiararlo è il consigliere regionale Antonio Di Marco (Pd) commentando i numeri emersi e riportati anche da IlPescara.

“Bisogna avere il coraggio di rinunciare alle spese superflue e destinare tutte le risorse possibili per sostenere il diritto alla salute e alla cura della comunità, per questo chiederò una nuova audizione del direttore generale della Asl di Pescara Vero Michitelli e di ascoltare l’assessora alla Sanità Nicoletta Verì, per conoscere quali iniziative si stanno concretamente mettendo in campo per intervenire su questo tema” aggiunge Di Marco che è vicepresidente della commissione regionale Sanità.

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“Certo, le priorità sono tante, ma il debito collezionato nei cinque anni di governo di centrodestra dice chiaramente che la strategia non funziona, tanto che il disavanzo di tutte e quattro le Asl, già impressionante oggi, sarà destinato a crescere negli anni a venire, insieme ai problemi, come confermano i dati sulle liste di attesa”, torna a ribadire.

“Ora si punta a coprire il disavanzo e lo si sta facendo tagliando servizi e prestazioni sanitarie, scelte che, ancora una volta, pagheranno i cittadini, ai quali la Regione e le Asl non danno tempi umani e servizi abbordabili, tant’è che è in crescita la fuga verso altre regioni e, per chi può, verso il privato, oppure sempre più persone rinunciano a curarsi. Tutto questo si traduce non solo in costi economici, ma in un costo sociale inaccettabile per una società moderna: l’incapacità, da parte della sanità pubblica di prendere in carico i pazienti, specie i cronici e gli oncologici che sono i più vulnerabili”-

“Il governo regionale usa le risorse libere per finanziare profumatamente 'feste e fiere' ed eventi di un giorno, come è successo in consiglio regionale con La notte dei serpenti – denuncia ancora -, ma per ripianare la sanità chiede una razionalizzazione dei costi del settore, quindi tagli che pagheranno i cittadini e con altre rinunce, che per la Asl 3 riguarderanno: la spesa farmaceutica per 500mila euro; il personale non dipendente per altri 500mila euro; le scorte di reparto per 1 milione e 500mila euro; le domande laboratoriali per 1 Milione; i servizi non sanitari per 1 milione e 500mila euro”.

“Si toglie senza dare tempi e prestazioni migliori. Evidente che c’è qualcosa che non funziona, come sottolineano le cifre di questo primo report aziendale e come accerterà anche – conclude Di Marco - l’inchiesta della procura della Repubblica aperta nei giorni scorsi”.

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