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Venerdì, 20 Maggio 2022
Politica

Lavoro, il centrosinistra attacca: "Abruzzo fermo tra morti, infortuni e crisi aziendali: si discutano le nostre proposte"

Gli esponenti regionali lamentano la totale assenza della giunta Marsilio sul tema e chiedono di attivarsi per garantire ai lavoratori sicurezza, stabilità e parità salariale tra uomini e donne tornando anche a chiedere l'attivazione della Zes e il sostegno alle pmi

Alla vigilia del primo maggio il centrosinistra abruzzese denuncia ancora una volta l'immobilismo della Regione Abruzzo in tema lavoro e avanza le sue proposte per far ripartire l'Abruzzo. Dalla sicurezza alla parità salariale, passando per il sostegno alle imprese e il rilancio del turismo attraverso la valorizzazione del patrimonio ambientale, i consiglieri regionali fanno il punto, dati alla mano, della situazione e chiedono di approvare le tre proposte di legge che hanno presentato. Alla Regione si chiede quindi “di giocare un ruolo attivo che in questa consiliatura è mancato come dimostrano l'assenza di rispose alla crisi economica e occupazione in Abruzzo”, affermano. Crisi che, aggiungono i consiglieri regionali del Pd, di Abruzzo in Comune, del Gruppo misto e della lista Legnini Presidente, in Abruzzo “si fa sentire in modo più incisivo che nel resto del Paese e come testimoniano i dati sulla sicurezza, che al vedono tra le regioni con i dati peggiori, in cui il lavoro uccide”. Nessuna concertazione con le parti sociali e nessuna politica attiva efficace e condivisa, lamentano ancora gli esponenti dell'opposizione, anche sulla crisi dell'automotive e il manifatturiero come dimostrano, proseguono, le vertenze Brioni, Denso, Atr e Veco solo per citarne alcune. Posti di lavoro a rischio su cui, come su tutto il resto, ribadisce, “la Regione è assente” quando non ha “disatteso” le promesse fatte ai pochi tavoli convocati, denunciano.

Un atteggiamento ingiustificabile per Silvio Paolucci, Dino Pepe, Pierpaolo Pietrucci, Antonio Blasioli, Americo Di Benedetto, Marianna Scoccia e Sandro Mariani ancor più oggi dato che “sono a disposizione risorse senza precedenti. L’attuale governo regionale si trova a gestire una mole di fondi imponente: 208 miliardi dal pnrr (piano nazionale di ripresa e resilienza), più React-Eu, che prevedono una quota per l’Abruzzo; 1,8 miliardi del pnrr dal fondo complementare riservato ai territori dei due sisma del 2009 e del 2016; una quota di fondi comunitari del settennato 2021-27, che con i fondi strutturali e con la quota Abruzzo Fsc porta a 2,6 miliardi le somme a disposizione su cui è indispensabile mettere in campo una programmazione per non correre il rischio che una parte consistente di esse non vengano utilizzate”, precisano.

Entrando nello specifico delle diverse tematiche su cui chiedono ora di intervenire al primo posto c'è la sicurezza sul lavoro. Ricordando i dati dell'Osservatorio Vega engineering il centrosinistra ricorda che sono stati 38 i decessi sul posto di lavoro al 31 dicembre 2021, con un'incidenza del 25 per cento sopra la media nazionale E secondo i sindacati (Cgil, Cisl e Uil) tra il 2020 e il 2022 le denunce per infortuni, tra cui 32 morti bianche, sono state 4.655. Alla luce dei numeri il centrosinistra chiede quindi che il comitato regionale di coordinamento per la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro presieduto dall'assessore regionale alla sanità diventi realmente operativo promuovendo accordi aziendali e territoriali perché si promuova la formazione, soprattuto per i giovani. Quindi l'occupazione in un momento in cui, dopo il calo registrato tra il 2019 e il 2020, si assiste ad una ripresa in questo senso, ma dove continua comunque a mancare la stabilità contrattuale con una crescita demografica delle imprese quasi impercettibile là dove proprio quelle dei giovani nel 2020 hanno fatto registrare il calo più importante, sottolineano riferendo i dati del ministero del lavoro che ha visto un calo del 3,3 per cento delle imprese giovani in Abruzzo rispetto alla media nazionale del 2,6 per cento. Gli esponenti del centrosinistra chiedono quindi che il disegno di legge in materia i politiche del lavoro due anni fa venga approvato dato che prevede proprio tra le tante cose, ricordano, percorsi formativi e di istruzione per garantire la sicurezza sul posto del lavoro, sostegni per chi assume giovani disoccupati e inattivi, misure a favore della creazione d’impresa e dell’autoimpiego; sostegno alla creazione di nuove opportunità di lavoro attraverso il fondo per il microcredito e misure di sostegno e consulenza all’autoimpiego; misure organizzative in materia di politiche attive per il lavoro; interventi di raccordo con le disposizioni europee e nazionali. Altra legge che si chiede quella sulla parità salariale ferma da mesi e “che avrebbe fatto dell’Abruzzo un modello nazionale per colmare il differenziale retributivo di genere”, sottolineano gli esponenti regionali dell'opposizione. Infine il disegno di legge di riforma per il diritto allo studio “per incentivare l'erogazione di contributi e sostegni allo studio, prioritariamente destinate ai soggetti appartenenti a famiglie in condizioni svantaggiate, così come lo sviluppo di azioni di miglioramento della qualità dell'offerta di istruzione e formazione finalizzate al contrasto dell'abbandono scolastico”.

Richiesta di attivazione da parte della Regione c'è anche in tema di infrastrutture e politiche industriali per cui si torna a sollecitare la giunta Marsilio per l'attivazione della Zes (Zona economica speciale) chiedendo anche che si approvi un piano industriale che porti investimenti sul territorio. Infine la crisi delle imprese per cui si chiede di lavorare contro la frammentazione presente sul territorio rafforzando il ruolo delle Pmi in termini di competitività sui mercati. Cosa che si potrebbe fare, conclude il centrosinistra regionale, stimolando gli investimenti in ricerca e sviluppo, orientando al meglio le risorse provenienti dai fondi Sie europei, si potrà sostenere competitività, innovazione e produttività oltre che garantendo l'accesso al credito per il quale si ribadisce la necessità di avere un fondo regionale “per aumentare la liquidità delle imprese, con interventi diretti al finanziamento dell’attivo circolante e rafforzare il ruolo dei Confidi per l’accesso al credito delle imprese abruzzesi”. 

Il centrosinistra chiede quindi di liberare 50 milioni di euro per la riduzione di Irap e Irpef, di attingere a mggiori risorse dei fondi Ue per investire più risorse sul lavoro e di puntare su turismo e cultura attuando prima possibile la legge regionale del 2021 che prevedono lo stanziamento 10 milioni di euro in faovre delle imprese della ristorazione e del settore turistico-albeghiero particolarmente colpite dalla cirsi determinata dal covid. Per questo, concludono, serve avviare "un piano straordinario post-pandemico, accompagnando gli enti territoriali e le associazioni di promozione turistica a cogliere le opportunità messe a disposizione dal pnrr, per rilanciare il turismo in Abruzzo sfruttando il proprio patrimonio ambientale, naturale, culturale e architettonico, costruendo un’offerta turistica e culturale di qualità, sostenibile e a tutela dell’ambiente e della sua biodiversità"

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