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Domenica, 22 Maggio 2022
Politica Zanni / Via Giosuè Borsi

Frattarelli lancia l'allarme: "Una volta terminati i lavori, ai cittadini sarà vietato attraversare la strada parco"

L'esponente dell'opposizione concentra la propria attenzione soprattutto sul tratto finale di via Giosuè Borsi, una traversa di via Nazionale Adriatica Nord

Mirko Frattarelli, consigliere comunale di centrosinistra (Lista Sclocco Sindaco), lancia l'allarme sul futuro della strada parco dopo che saranno stati completati gli interventi di restyling attualmente in corso che tante polemiche stanno suscitando tra i cittadini, in particolare tra coloro che non vedono né hanno mai visto di buon'occhio il filobus. L'esponente dell'opposizione concentra la propria attenzione soprattutto sul tratto finale di via Giosuè Borsi, una traversa di via Nazionale Adriatica Nord, scrivendo sui social:

"Da qualche giorno l'accesso è chiuso per i lavori che riguardano la filovia sulla strada parco. Impossibile, quindi, andare dall'altra parte".

Poi la sconcertante rivelazione: "Voglio dire ai pescaresi, e a chi mi segue, che tutti gli accessi che tagliano la strada parco avranno questo destino anche una volta terminati i lavori. Ai cittadini sarà vietato attraversare la strada parco. Bisogna rendersi conto a cosa stiamo assistendo", conclude Frattarelli. Negativo anche il parere del ciclista urbano Marco Ferreri, secondo cui "con l’inibizione della strada parco al passaggio di pedoni e ciclisti, l’attuale pista ciclabile, trasformata inesorabilmente e forzosamente in tracciato ciclopedonale, diventerà pericolosissima. In 25 anni lo scenario ambientale e antropico della zona di rifermento è completamente mutato".

Ferreri si chiede “perché non attenersi a quanto pronunciato dal Tar di Pescara che, con ordinanza n. 00219/2021 Reg. Ric. ha indicato: le modifiche progettuali, ove realizzate nelle more della decisione di merito, altererebbero come illustrato in modo sensibile le condizioni ambientali e di percorribilità dell'area in questione, e in caso di accoglimento del ricorso non sarebbe agevole un loro ripristino in tempi brevi; inoltre, lo stesso interesse pubblico dell'amministrazione, vista comunque la già lunga durata complessiva del procedimento amministrativo in questione, appare meglio tutelato rinviando al definitivo accertamento giurisdizionale la realizzazione di opere che viceversa resterebbero, in caso di soccombenza, non utilizzate e da demolire”.

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