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Martedì, 18 Gennaio 2022
Politica

La lettera di Testa al Presidente del Consiglio Monti

Ecco la lettera inviata dal Presidente della Provincia Testa al Presidente del Consiglio Monti

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di IlPescara

Ill.mo Sig.
    Presidente del Consiglio dei Ministri
    On . Mario Monti
    Palazzo Chigi
    Piazza Colonna 370
    ROMA

    Ill.mo Sig.
    Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e     Forestali
    On. Mario Catania
    Via XX Settembre 20
    ROMA
                                Ill.mo Sig.                        Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti
    On. Corrado Passera
    P.le Porta Pia 1
    ROMA

    E p.c.:
    Ill.mo Sig.
    Presidente della Regione Abruzzo
    Dott. Gianni Chiodi
    Via Leonardo Da Vinci 6
    L’Aquila



Illustrissimo Presidente del Consiglio dei Ministri,

Illustri Ministri,

con la presente ritengo doveroso segnalarVI la condizione in cui versa il porto di Pescara, lentamente peggiorata negli ultimi anni, e oramai arrivata ad un punto di non ritorno, tanto che gli operatori dello scalo rischiano da un giorno all'altro di perdere la vita e il lavoro. La gravità della situazione ed un grosso senso di responsabilità nei confronti  della mia città mi spingono a chiedere urgentemente l'intervento dei Ministeri competenti e del Governo per fronteggiare una crisi che le Amministrazioni locali non hanno né la possibilità, né la forza né i poteri di affrontare in modo risolutivo.

Riassumo brevemente quanto accaduto. L'area portuale di Pescara si è via via insabbiata e, per una lunga serie di inadempienze e vicissitudini - legate agli interventi di dragaggio - , i fondali sono talmente bassi che entrare e uscire dal porto di Pescara è un'impresa quotidiana per le imbarcazioni e i loro equipaggi, che corrono costantemente rischi enormi a causa di questo stato di cose.  Qualcuno, in segno di protesta, ha addirittura fatto una passeggiata a piedi sul fiume Pescara tanto ne è ridotta la profondità.
Il rischio di esondazione del fiume è reale e imminente ed è già stato segnalato all’autorità regionale competente. Ciò preoccupa particolarmente perché il corso d'acqua scorre all'interno della città e in tutti i pescaresi sono ancora vivi il ricordo e la paura dell’ esperienza vissuta venti anni orsono quando il Pescara (all’epoca non insabbiato) è uscito dagli argini provocando ingenti danni miracolosamente solo di ordine materiale.

A giugno di quest'anno sono stato nominato commissario straordinario del dragaggio tramite OPCM e ho attivato le procedure per promuovere come prima cosa l'escavo dei fondali della darsena commerciale, cioè l'area di ingresso al porto, per poi proseguire con il dragaggio di canalina e porto canale. Completato l'iter relativo alla prima fase (con l'autorizzazione del Ministero dell'Ambiente a versare in mare i materiali da scavare, circa 73mila metri cubi) e aggiudicato l'appalto, i lavori sono partiti all'inizio di questa settimana, lunedì, ma dopo un paio di ore sono stati bloccati su disposizione del Tribunale dell'Aquila (il provvedimento di sequestro preventivo della draga "Gino Cucco" è del Giudice per le Indagini preliminari Marco Billi).

La magistratura ritiene che il materiale scavato sia assimilabile a rifiuto pericoloso (contaminato da pesticidi) mentre le analisi effettuate dall'Arta Abruzzo sullo stesso materiale hanno escluso categoricamente la presenza di contaminazioni pericolose. Porto insabbiato, dunque e dragaggio bloccato.
Le condizioni di sicurezza dello scalo sono veramente ridotte al minimo e il Comandante della Capitaneria di Porto, Luciano Pozzolano, ha annunciato di non escludere che si arrivi a breve alla chiusura del porto proprio per motivi di sicurezza, considerato che il maltempo incombe sull'Adriatico. Gli operatori hanno lanciato un grido di allarme disperato perché da una parte rischiano la vita andando in mare e dall'altra, se l'attività dovesse fermarsi con la chiusura del porto, perderebbero tutto (tra l'altro molte imbarcazioni sono gravemente danneggiate proprio a causa dell'insabbiamento dei fondali) e si troverebbero con un pugno di mosche in mano dopo anni di attese e di battaglie. Ricordo che nei mesi scorsi, esasperati, armatori, marinai e operatori commerciali del porto, hanno bloccato l'asse attrezzato, cioè l'arteria che consente di entrare e uscire da Pescara.

Sollecito quindi, a gran voce, un intervento immediato dei Ministeri in indirizzo e del Governo affinché si individuino delle risorse da destinare agli operatori della pesca del capoluogo adriatico, per ristorarli dei danni che stanno subendo e per quelli, ancora più gravi, a cui stanno andando incontro in questo periodo.
Sarà mia cura, nel momento in cui la presente richiesta verrà accolta, fornirVi a stretto giro una dettagliata quantificazione dei danni che fin d’ora posso ipotizzare in alcune migliaia di euro per ogni imbarcazione.

Certo della Vostra disponibilità ad ascoltare questa istanza, resto in attesa di un sollecito riscontro inviando i migliori saluti.

                                    Il Commissario
                                    (Guerino Testa)

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