menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Armando Foschi, esponente dell'associazione "Pescara Mi Piace"

Armando Foschi, esponente dell'associazione "Pescara Mi Piace"

"Continua l’emergenza inquinamento per il mare", Foschi porta gli atti in Procura

L'ex consigliere comunale, attuale esponente dell'associazione 'Pescara Mi piace', oggi depositerà tutte le carte in suo possesso negli uffici giudiziari di via Lo Feudo "per capire cosa sta accadendo nel fiume, nel mare e nel depuratore"

“Tra settembre e ottobre 2016 i liquami di Pescara sono stati sversati direttamente nel fiume, ovvero nel mare, senza passare dal depuratore, per ben 202-210 ore. Tradotto, secondo un calcolo approssimativo, sono finiti nel mare tra i 356 milioni e i 700 milioni di litri di liquami oltre ad almeno 113 milioni di litri di acido peracertico, od Oxystrong, nel tentativo di compensare l’impatto ambientale di quei liquami. È questo l’ultimo scandalo che si sta verificando a Pescara nel silenzio totale e nell’inerzia di tutte le Istituzioni, Regione, Provincia, e in primis il Comune con il sindaco Alessandrini, tutti a conoscenza di tale vergogna e tutti fermi con le mani in mano, sperando che nessuno se ne accorga”.

La denuncia arriva da Armando Foschi, ex consigliere comunale oggi e esponente dell’associazione ‘Pescara – Mi piace’, che nei giorni scorsi ha tenuto al riguardo una conferenza stampa. Oggi (31 ottobre(, ha annunciato Foschi, “depositeremo tutte le carte in nostro possesso negli uffici giudiziari di via Lo Feudo per capire cosa sta accadendo nel fiume, nel mare, nel depuratore, per individuare le eventuali responsabilità e per avere risposte, a fronte di una classe politica dirigente assolutamente incapace”.

LA REPLICA DEL COMUNE - Il vice sindaco Enzo Del Vecchio ha risposto così: “Pescara Mi Piace dà i numeri. Mi è veramente difficile capire quale calcolatrice Foschi abbia usato per stabilire i dati sugli sversamenti nel fiume Pescara. Con un calcolo cervellotico e approssimativo, facendo confusione fra reflui e acque piovane, Foschi azzarda lo sversamento del fiume di oltre, tenetevi forte, 356 milioni di litri di materiali che, per rendere più gestibile il dato, equivarrebbero a 356.000 metri cubi. Cifre impressionanti! Ma a cui mancano però logica e algoritmo”.

Secondo Del Vecchio, se Foschi “voleva porre l'attenzione sulle questioni legate al depuratore e alla filiera delle acque depurative, arriva ancora una volta con estremo ritardo: sia come ex amministratore che per tanti anni ha avuto un ruolo al governo della città, sia come cittadino che cerca di rincorrere l'argomento del giorno, utilizzando numeri ad effetto che però sono lontani dalla realtà milioni di anni luce”, conclude il vice sindaco.

Ma per Foschi, ovviamente, non è così: “Siamo venuti in possesso delle carte che certificano un vero scandalo che si sta verificando con cadenza quasi quotidiana, nel fiume e nel mare. Ovvero: a Pescara bastano due gocce d’acqua, dunque non nubifragi, né tantomeno esondazioni, per mandare in crisi il depuratore di via Raiale e indurre i gestori della struttura, l’impresa Di Vincenzo, a deviare il flusso di liquami nel bypass a valle, con lo sversamento diretto di quei liquami nel fiume e nel mare senza la depurazione imposta dalla legge. In pochi giorni abbiamo raccolto un faldone con tutte le comunicazioni inerenti l’apertura del bypass e la chiusura”. Faldone che ora verrà consegnato alla Procura.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Pescarese semina il caos a "La Zanzara" di Radio 24: "Non farò il vaccino e sono pronto a difendere la mia libertà anche con le armi"

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

IlPescara è in caricamento