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Informazione e libertà di stampa in Abruzzo: l'attacco di Chiodi

Il presidente della Regione Chiodi attacca duramente parte della stampa locale abruzzese in merito alle presunte campagne diffamatorie e denigratorie di cui sarebbe oggetto da mesi

Il presidente della Regione Chiodi attacca duramente parte della stampa locale abruzzese in merito alle presunte campagne diffamatorie e denigratorie di cui sarebbe oggetto da mesi.

Nel corso di una conferenza stampa, il Governatore dell'Abruzzo ha parlato di poteri forti, occulti, che pilotano le linee editoriali di alcuni giornali e televisioni locali, allo scopo di ledere alla sua immagine.

"Io ho in mente un concetto etico di giornalismo - ha detto Chiodi - in una società democratica libera è funzionale. Quando è fatto di verità, il giornalismo frena la criminalità, tiene all'erta le forze dell'ordine e, in sostanza, impone ai politici di governare bene. È giusto che la stampa sia anche battaglia, critica, inchiesta, ma tutto questo ha due limiti oggettivi: la verità dei fatti e il rispetto della dignità delle persone" ha detto Chiodi.

"Mi sono chiesto il perchè di tutto questo - ha aggiunto il presidente di Regione -. Perchè un governatore che non è mai stato indagato, nonostante sia commissario per la sanità e per la ricostruzione, con le cifre notevoli che vi girano attorno, deve essere fatto passare come un malfattore? Abbiamo lavorato molto nel campo della sanità e la sanità muove interessi economici enormi: per raggiungere il pareggio di bilancio ho dovuto toccare interessi molto forti, ma non voglio pensare che sia quella la ragione di quanto accaduto" prosegue il presidente della Regione che ha querelato il quotidiano Il Centro e l'emittente televisiva Rete 8.

Chiodi infine conclude di non avere rancore verso i giornalisti, quanto per le linee editoriali imposte.

IDV La replica dell'Italia dei Valori è altrettanto dura, con le parole di Carlo Costantini, capogruppo alla Regione: "Il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, si comporta esattamente come fece l'ex governatore Ottaviano Del Turco finito in carcere nel luglio 2008 nell'ambito dell'inchiesta su presunte tangenti nella sanità privata abruzzese e attualmente sotto processo - facendo scattare il meccanismo del vittimismo e del presunto attacco ai suoi danni da parte dei poteri forti".

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