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I consiglieri regionali di Fdi chiedono un'indagine conoscitiva sulla situazione dei minori in affido in Abruzzo

Saranno ascoltate tutte le parti e i professonisti coinvolti nel sistema dell'affido di minori per capire avere conferma della regolarità delle procedure e delle pratiche

Un'indagine conoscitiva per fare il punto della situazione in Abruzzo sul fronte dell'affido dei minori. La richiesta è stata avanzata dai consiglieri regionali di Fratelli d'Italia Guerino Testa, Mario Quaglieri e Umberto D’Annuntiis alla V commissione “Salute, Sicurezza sociale, Cultura, Formazione e Lavoro”.

L'iniziativa era già stata presentata più di un anno fa ma fu sospesa per la pandemia, e vedrà una durata di sei mesi senza costi aggiuntivi per il consiglio regionale, acquisendo anche con audizioni dei soggetti coinvolti (organismi regionali competenti, équipes territoriali, servizi sociali dei principali comuni, asl, tribunali per i minorenni, strutture di accoglienza) i dettagli per confermare l'adeguatezza del lavoro svolto per la tutela dei più piccoli.

Dati certi ed aggiornati sulla gestione degli affidi nella nostra regione, con riferimento agli ultimi cinque anni, distinti per tipologia di affidamento (consensuale/giudiziale), caratteristiche (affidamenti intrafamiliari, eterofamiliari o
presso strutture di accoglienza), durata, distanza dalla famiglia di origine (se anche fuori Regione e in quali sistemazioni), regime delle visite cui sono soggetti i minori, nonché i costi sostenuti, divisi per annualità e per singole fattispecie. È previsto, inoltre, che si abbia piena contezza degli esiti delle azioni di monitoraggio poste in
essere dagli organismi atti a vigilare sul corretto comportamento delle strutture cui sono destinati i minori in affido, oltre che del personale utilizzato a vario titolo negli uffici dei servizi sociali preposti.

I consiglieri di Fdi parlano di evidenti criticità e lacune nel sistema di affido dei minori, dando troppa discrezionalità ai servizi sociali, con conflitti di interesse in capo ad operatore del settore e scarsi controlli sull'affidabilità dei soggetti affidatari o delle comunità ospitanti.

"Tutti elementi che possono compromettere l’obiettivo fondamentale della difesa del benessere psicofisico dei bambini. Va, altresì, precisato che tutte le norme giuridiche sulla protezione dell’infanzia sanciscono che il diritto primario di ogni minorenne è quello di vivere all’interno della propria famiglia di origine e che l’affidamento è contemplato come misura temporanea di supporto alle famiglie stesse, nell’ottica della prevenzione
dell’abbandono."

Spesso però, spiegano i consiglieri, l'affido diventa una soluzione non temporanea, senza raggiungere però la stabilità familiare che è essenziale per lo sviluppo.

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