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Inchiesta Vate, De Fanis: "Mai preso mazzette, chiesi solo contributi elettorali"

Parla l'ex assessore regionale alla Cultura. Il presidente del tribunale collegiale ha aggiornato l'udienza al 28 giugno, per la requisitoria del pm e le aringhe delle difese, mentre per il 19 luglio sono attese le repliche e la sentenza

"Non ho mai preso tangenti, ho chiesto solo contributi elettorali, con l'intenzione di regolarizzarli successivamente".

Così l'ex assessore regionale alla Cultura Luigi De Fanis, davanti al tribunale collegiale di Pescara, ascoltato in qualità di imputato nell'ambito del processo sulle presunte tangenti nel settore Cultura della Regione, nato da un'inchiesta del 2013 denominata 'Il Vate'. Oltre a De Fanis sono imputate altre tre persone, accusate a vario titolo di concussione, corruzione, induzione indebita a dare o promettere utilità, truffa, peculato, abuso e falso. 

Il presidente del tribunale collegiale ha aggiornato l'udienza al 28 giugno, per la requisitoria del pm e le aringhe delle difese, mentre per il 19 luglio sono attese le repliche e la sentenza.

Il processo mira a far luce sulle modalità di erogazione dei contributi regionali in base alla legge regionale n.43/73 che disciplina l'organizzazione, l'adesione e la partecipazione a convegni, ed altre manifestazioni culturali. Per questa vicenda l'ex assessore De Fanis trascorse quattro mesi agli arresti domiciliari.

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