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Fondi dalla Regione per chi torna a vivere e lavorare nei comuni montani: arriva il sì del consiglio regionale

Soddisfatto il presidente della Regione Marco Marsilio che ha parlato di una pagina importante per il programma di governo del centrodestra

Approvata dal consiglio regionale la proposta di legge contro lo spopolamento delle aree interne del territorio che ha l'obiettivo di contrastare lo spopolamento soprattutto dei piccoli comuni montani abruzzesi. Soddisfatto il presidente della Regione Marco Marsilio, che ha parlato di una pagina importante del programma di governo del centrodestra, con un iter lungo durato circa un anno e che ha trovato anche contestazioni e critiche da parte dell'opposizione e in particolare dal consigliere Giorgio Fedele del M5s contestando i fondi ritenuti scarsi per un tema cruciale per il territorio regionale:

"Questa norma che ha sostanzialmente come finalità quello di incentivare le nascite, sostenere le famiglie che fanno figli, li adottano o li prendono in affidamento con un contributo garantito fino al terzo anno di età. Ma non si ferma solo al tema della natalità - ha aggiunto Marsilio intervenendo in aula - perché incentiva anche il ritorno alla residenza o la permanenza e l'apertura di attività. Fosse stato per me doveva essere previsto per tutti i 305 Comuni del territorio, ma non avendo risorse illimitate, abbiamo circoscritto, dati alla mano, quelle zone che hanno un particolare crollo della popolazione (tra il 6-7%), cercando quindi di intervenire nelle aree di maggiore criticità. Non dubito che se questa legge funzionerà, come verificherà il monitoraggio previsto, il consiglio regionale troverà insieme alla giunta la forza, le risorse e le correzioni normative perché possa soddisfare tutte le richieste che arriveranno".

La diminuzione della popolazione fra il 2015 e 2020 è stata di 25mila unità in Abruzzo, superiore di tre volte rispetto a quella del 2014, e doppia rispetto alla media nazionale aggiunge Marsilio, con le zone dei comuni montani dove si arriva al 6,59%. Nel 2019 inoltre c'è stato un calo delle natalità, rispetto al 2014 e 2010, del 20% con punte del 27% nei piccoli comuni di montagna. Nel testo, vengono messi a disposizione fondi per coloro che risiedono in uno dei 155 comuni montani sopra i 600 metri, con una popolazione inferiore ai tremila abitanti e che hanno fatto registrate un calo demografico. In base al reddito Isee saranno erogati per 3 anni 3.500 euro l'anno come assegni di natalità per i nuclei familiari che alla nascita del figlio, adozione o affido si trasferiscono in uno dei comuni compresi nel progetto e sempre un massimo di 2.500 euro l'anno a coloro che, entro novanta giorni dall'accoglimento della domanda, si impegnano a trasferire la propria residenza in uno dei Comuni che rientrano nella misura e mantenerla per almeno tre anni pena la decadenza del contributo e la restituzione di quanto già ricevuto.

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