Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Politica

Incendi in Abruzzo, Chiodi: "Regione in ritardo, serve prevenzione"

Il governatore emerito afferma che sta bruciando anche "la nostra immagine turistica, il nostro essere Regione verde d'Europa e l'economia delle aree interne, dove vivono comunità sempre più sole e abbandonate"

"Gli incendi che stanno interessando la nostra Regione da ormai quindici giorni sono un fatto che non ha precedenti. E' vero, anche in passato, specie nel mese di agosto, l'Abruzzo è stato interessato da roghi di natura dolosa, ma quanto sta accadendo ad esempio sul Morrone e a Sulmona desta enorme preoccupazione per l'intensità e la capacità distruttiva dei roghi che minacciano concretamente da giorni anche nuclei abitati". L'intervento è del governatore emerito Gianni Chiodi (Forza Italia).    

"Voglio condannare senza indugio la natura dolosa di questi fenomeni, che nulla hanno di naturale, ma al tempo stesso dobbiamo interrogarci sul perché si ripetano con tale frequenza e perché la risposta della Regione Abruzzo sia stata tardiva - afferma Chiodi - Certamente la riforma Madia, riforma già bocciata dal Tar Abruzzo che la ritiene incostituzionale, ha provocato ritardi ed inefficienze nella catena di comando. Ma anche la nostra Regione è sembrata timida, impreparata di fronte ad un problema che per le caratteristiche boschive dell'Abruzzo e le alte temperature doveva al contrario meritare attenzione e preparazione. Invece la nostra Regione si ritrova con pochi mezzi, con convenzioni con i vigili del fuoco arrivate all'ultimo secondo e con una gestione del patrimonio boschivo inesistente".    

Secondo Chiodi, ciò che emerge è che "il governo regionale abbia sottovalutato il problema: soltanto oggi il Presidente D'Alfonso chiede a gran voce a Gentiloni più mezzi e uomini. Serviva al contrario prevenzione, come una più stretta collaborazione con i Vigili del Fuoco, ed andava sviluppato in tempo un protocollo d'intesa con l'Arma dei Carabinieri dove è transitato in parte il nucleo Forestale e la Protezione Civile. Da questa intesa si poteva ripartire per un controllo capillare del territorio, monitorando e mappando le aree maggiormente a rischio sul territorio regionale ed elevando il sistema di controlli anti-piromani".

Invece "non si è fatto nulla di tutto questo e dobbiamo assistere inermi all'immagine di una regione che brucia. E con essa brucia la nostra immagine turistica, il nostro essere Regione verde d'Europa e brucia l'economia delle aree interne, dove vivono comunità sempre più sole e abbandonate. Auspico che questi tragici eventi trovino una immediata conclusione senza il coinvolgimento di vite umane, ma subito dopo la politica regionale metta in campo una strategia con tutto il sistema di Protezione Civile a cui va il mio sincero ringraziamento per quanto sta facendo da giorni per salvare la parte migliore delle nostre montagne dal fuoco".

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