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Martedì, 30 Novembre 2021
Politica

Green pass, l'accusa dell'opposizione: "Comune nel caos, procedure non attivate: direzione costretta a chiudere gli spazi pubblici"

Il Partito Democratico e le liste civiche annunciano anche l'annullamento dell'evento su Rachele Mussolini

La prima giornata con l'introduzione obbligatoria del green pass per poter accedere nei luoghi di lavoro pare aver creato problemi nel Comune di Pescara.
Almeno a detta dell'opposizione formata dal Partito Democratico e dalle liste civiche.

La minoranza accusa la mancata attivazione delle procedure per il controllo della certificazione verde.

«Il sindaco spieghi», chiedono dal centrosinistra, «sarebbe grave se fosse la scusa per non ammettere l’errore della maggioranza di aver spalancato le porte del Palazzo di Città ad una associazione di nostalgici del fascismo». 
 

Questo quanto dichiarano in una nota i consiglieri comunali Piero Giampietro, Stefania Catalano, Francesco Pagnanelli, Marco Presutti, Giovanni Di Iacovo (Pd), Marinella Sclocco e Mirko Frattarelli (lista civica Sclocco sindaco): «Mentre le aziende grandi e piccole e gli altri enti locali hanno organizzato l'entrata in vigore del green pass obbligatorio, l’organizzazione del Comune di Pescara è franata: il personale e gli utenti che questa mattina sono entrati nel Palazzo di città non sono stati sottoposti a un controllo informatizzato del green pass per un cortocircuito di comunicazioni fra il Comune e la società municipalizzata incaricata di effettuare il servizio. Un caos vero e proprio che ha costretto la direzione generale a limitare, a giornata avviata, l’uso degli spazi comunali ai soli servizi essenziali, contingentando gli ingressi dall’esterno».

Questo quanto aggiunge Giampietro, capogruppo del Pd: «Il direttore generale è stato infatti costretto a scrivere una nota a tutti gli uffici in cui dispone che "fino alla compiuta implementazione del sistema, l’utilizzo delle strutture comunali sarà limitato alle sole attività essenziali in modo da ridurre e contenere gli accessi". Il Comune insomma non è riuscito a rispettare l'avvio di una procedura il cui inizio era noto a tutti da tempo. Una brutta figura che dimostra una inefficienza che Pescara non merita. Il primo risvolto pratico di questo disservizio è l’annullamento di fatto della manifestazione convocata da nostalgici mussoliniani per domani nella sala consiliare del Comune, che abbiamo denunciato assieme alle associazioni antifasciste, a meno che la maggioranza non la reputi un "servizio essenziale". E sarebbe molto grave se il disservizio al quale migliaia di lavoratori e utenti del Comune sono stati sottoposti oggi fosse una via di fuga trovata dal centrodestra per non ammettere il proprio clamoroso errore, quello cioè di aver concesso la sala istituzionale del Comune ad una manifestazione promossa da un’associazione presieduta da nostalgici del fascismo. Sarebbe stato più coraggioso, come chiesto da più parti in una città di tradizioni moderate come Pescara, ammettere l’errore anziché rinviare la discussione in Consiglio Comunale e ricorrere a questi stratagemmi. Chiederemo a tutti gli organi competenti, a partire dal sindaco Masci, per quale motivo il Comune di Pescara non sia stato pronto a una scadenza che tutti conoscevano».

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