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Giovedì, 19 Maggio 2022
Politica

"Grande Pescara": a 4 anni dal Referendum tutto tace

Nel 2014 i cittadini votarono a favore della fusione fra Pescara, Montesilvano e Spoltore. A chiedere spiegazioni sono Alessio Di Carlo dei Radicali e il consigliere regionale Mercante del M5S

Nessuna novità e soprattutto nessuna data certa per l'avvio dell'iter per la fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore. A 4 anni dal referendum popolare in cui i cittadini furono favorevoli alla "Grande Pescara", Alessio Di Carlo dei Radicali già candidato sindaco per "La Grande Pescara" e il consigliere regionale del M5S Mercadante chiedono spiegazioni agli amministratori locali per questi inaccettabili ritardi.

Mercadante sottolinea come si sia perso tempo prezioso:

"Sappiamo bene che il processo di fusione è lungo e laborioso,, ma alla luce anche di tutte le realtà istituzionali e sociali ascoltate è ormai palese perfino ai più scettici che la nuova Pescara rappresenterà un centro urbano di riferimento assoluto oltre che per l’Abruzzo, per tutto il medio adriatico e se si vogliono rispettare i tempi, già colmi di enorme ritardo, bisogna iniziare a dar concretamente vita al processo e non continuare a parlare di quando si potrebbe fare ed a procrastinare ulteriormente i tempi per mantenere separati i tre comuni con l'unico scopo ormai evidente di avere più poltrone da occupare."

Dello stesso parere anche i consiglieri comunali del M5S che auspicano l'approvazione della legge regionale e l'avvio dell'iter burocratico ed amministrativo.

Alessio Di Carlo invece punta il dito contro il centrodestra, colpevole di voler far slittare la fusione addirittura al 2024:

"Il piano del centro-destra abruzzese è fin troppo chiaro: prima ci si è del tutto disinteressati della questione e ora, nella imminenza delle elezioni, con il timore che la riduzione dei seggi possa determinare la mancata elezione dei molti degli stessi esponenti del CDX, questi preferiscono continuare a mantenere le proprie posizioni di privilegio.

Dunque il centro-destra tiene famiglia e si oppone a che a partire dall'anno prossimo il numero dei consiglieri comunali dei tre Comuni sarà ridotto dagli attuali 72 a 24. Da oggi, dunque, quel che resta del centro-destra regionale si pone quale nemico giurato della democrazia e del progetto de La Grande Pescara. Non resta che fare appello al Partito Democratico, al Movimento 5 Stelle ed a tutte le forze che hanno a cuore il rispetto della volontà popolare affinché, finalmente, nel 2019, a 5 anni dal referendum, la Grande Pescara possa a vedere la luce."

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