Martedì, 19 Ottobre 2021
Politica

Governo: salta il taglio alle Province, Pescara e Chieti restano divise

Cortei, proteste, scioperi della fame. Dichiarazioni al vetriolo, campanilsmi. Improvvisamente tutta la querelle rigurdante la fusione fra Pescara e Chieti svanisce nel nulla. Il Governo infatti ha fatto marcia indietro

Pescara e Chieti restano divise.

E' saltato, come prevedibile dopo la crisi di Governo che si è aperta nella ultime ore, il Decreto riguardante il riaccorpamento delle province che, lo ricordiamo, prevedeva la fusione della nostra provincia con quella teatina.

Il decreto infatti non sarà riconvertito il Legge, anche se la crisi dell'esecutivo è solo uno dei motivi per il quale oggi il decreto non è approdato in Senato. In realtà sono stati presentati 140 emendamenti e 5/6 maxi emendamenti, che avrebbero comunque fatto slittare di molto i tempi d'approvazione.

Tutte le polemiche, le proteste, le critiche, gli sfottò che in queste settimane hanno riscaldato il clima fra Pescara e Chieti, da sempre province rivali, sono svanite, almeno per ora nel nulla.

Dal sindaco Di Primo che ha annunciato uno sciopero della fame con tanto di protesta davanti a Montecitorio, alle diverse proposte di accorpamento, fino al corteo che si è tenuto a Chieti in cui i cittadini teatini, affiancati dagli amministratori locali, hanno ribadito di voler mantenere la propria indipendenza da Pescara, considerando che se il Decreto del Governo fosse passato, la nostra città sarebbe rimasta il punto di riferimento come capoluogo.

Ancora una volta, dunque, va in scena l'Italia del nulla di fatto, l'Italia che, come un attaccante in crisi, crea diverse occasioni da gol ma poi alla fine non riesce mai a buttarla dentro.

Per buona pace dei cittadini, la maggioranza dei cittadini che, in barba a inutili e spesso anacronistici campanilismi, avevano visto finalmente un'occasione reale e concreta per tagliare i costi (insostenibili) della politica.

Ma ancora una volta ha vinto Ponzio Pilato.

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