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Venerdì, 14 Giugno 2024
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"Occupato" il parco dell'ex Caserma Di Cocco per dire "no al genocidio palestinese": il sostegno dell'Unione sindacale di base

Mobilitazione dell'assemblea per la Palestina di Pescara che si è accampata nel parco cittadino dando il via a un vero e proprio presidio. I rappresentanti di Usb solidarizzano e lanciano un appello ai cittadini per "un'azione di sostegno concreta".

No al genocidio dei palestinesi. Il grido d’allarme viene lanciato dagli studenti che hanno simbolicamente "occupato" il parco dell’’ex caserma Cocco con i rappresentanti di Abruzzo e Molise dell’Unione sindacale di base (Usb) al loro fianco. Da parte del sidacato, infatti, totale sostegno alla protesta.

In particolare, da sabato 18 maggio i componenti dell’assemblea per la Palestina di Pescara sono accampati con le loro tende. L’assemblea, come tante altre presenti sul territorio nazionale, sta praticando un’azione di protesta con obiettivi che Usb condivide in pieno, in base a quanto si legge in una nota. «Stop al genocidio del popolo palestinese, stop agli accordi con istituzioni e università israeliane, no alla pressione del dissenso e sì alla liberazione dei palestinesi arrestati. No alla cultura della militarizzazione a ogni livello formativo nel rispetto dei valori costituzionali». Questi i punti cardine di chi si schiera contro la guerra.

«Anche a Pescara e in Abruzzo Usb sostiene e solidarizza con chi ha a cuore i destini di un popolo che, da ormai quasi ottanta anni, è oppresso e derubato dalla illegale colonizzazione israeliana, con l’attiva partecipazione di Usa, Europa e del cosiddetto occidente collettivo. Siamo presenti perché contrari a tutte le guerre, ma non sfugge ormai a nessuno che gli avvenimenti in Israele abbiano ormai superato la soglia degli orrori della guerra per trasformarsi in un vero genocidio del popolo palestinese», viene precisato nella nota. «La violenza del governo israeliano colpisce indistintamente militari e civili fino a colpire operatori umanitari e i convogli che trasportano cibo e medicine per le popolazioni inermi. Se alla questione etica sulla guerra, alle questioni morali per lo sterminio del popolo palestinese, sommiamo l’assurdità del fatto che ingenti risorse finanziarie dello stato vengono impiegate in spese militari (dal 2023 le spese militari sono aumentate del 12%) sottraendole a interventi nel sociale, per l’istruzione o per la sanità, è evidente che non si può restare indifferenti».

Per queste ragioni Usb concorda sulla «necessità di costruire una mobilitazione continua e crescente del mondo del lavoro organizzato a sostegno delle agitazioni studentesche, già vittime di tentativi di repressione. Non possiamo e non dobbiamo lasciare soli i giovani in questa campagna. Invitiamo tutti a partecipare alla protesta e a solidarizzare con l’assembla per la Palestina di Pescara, dimostrando concretamente il proprio sostegno».

locandina protesta pro-palestina

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