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Il garante regionale per l'infanzia sui contagi Covid: "Se le infezioni non calano la responsabilità è di tutti noi"

Il garante Falivene ha anche fatto sapere che l'Abruzzo da oltre 3 mesi ha attivato il protocollo sperimentale per la ricerca del virus nelle feci

Il garante regionale per l'infanzia e adolescenza Falivene interviene, assieme al presidente del consiglio regionale Sospiri, sulla questione dei test di screening sui ragazzi e sulla questione generale dei contagi, facendo alcune precisazioni in merito ai tamponi rettali utilizzati in Cina per testare le persone ad altro rischio di contagi da Covid.

La Falivene evidenzia come in Abruzzo da oltre 3 mesi esiste un protocollo sperimentale per la ricerca del virus attraverso l'analisi delle feci ricordando che la nostra regione è l'unica ad aver avviato un screening i massa per il virus sui bambini. Sulla questione dei contagi e sulle motivazioni per cui il virus non arresta la sua corsa, secondo il garante occorre una riflessione ed esame di coscienza generale:

La responsabilità risiede - a mio avviso - non nelle Istituzioni, nelle scuole, nei trasporti o nelle Asl, ma in tutti noi. Nelle modalità comportamentali attuate dai familiari il cui nucleo è stato interessato dall'infezione da Covid. E' vero che  il dpcm, in merito ai contatti stretti asintomatici, prevede l’osservazione di un periodo di quarantena solo se individuati ed inseriti nei registri delle Asl.

Nella pratica sappiamo bene quanto sia difficile e complesso per le Asl gestire l’enorme mole di dati e le comunicazioni in caso di positività. Allora riflettiamo: nella realtà quotidiana cosa accade se un genitore, fratello, nonno, figlio sono stati riscontrati come positivi al covid-19? I familiari asintomatici spesso continuano a  svolgere l'ordinaria vita quotidiana: frequenza scolastica dei figli, si continua ad andare al lavoro, si esce per fare la spesa, e questo per me rappresenta un atto di irresponsabilità sociale.  

Il presidente Sospiri ha sottolineato l'impegno profuso dalla Regione e dai medici della Uoc di Pescara per monitorare il virus, con il protocollo sperimentale attuato per la prima volta a livello mondiale presentato il 3 settembre per la ricerca del virus anche nelle analisi di campioni di feci di pazienti in età pediatrica per eliminare il rischio di falsi negativi.

"Scopo dello studio è valutare la circolazione del virus in età scolare, attraverso una mappatura dettagliata della sua diffusione al fine di pianificare quelle azioni mirate all’interruzione della circolazione del virus stesso. Con questo progetto la Regione Abruzzo ha  posto al centro dei propri interessi la tutela dei nostri bambini ed adolescenti per consentire loro una frequenza scolastica più sicura e contribuire al contenimento dell'indice  di trasmissibilità nella nostra regione”.

Infine la Falivene auspica maggiore senso di responsabilità e massima prudenza, e l'unica arma esistente è quella dei controlli e degli isolamenti tempestivi nei nuclei familiari.

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