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Fp Cgil all'assessore regionale Verì: "Basta parole, i precari Asl vanno stabilizzati e subito"

Il sindacato lamenta le mancate risposte date al personale e ai cittadini che pagano il prezzo della minore assistenza determinata dalla carenza di personale: "I contratti scadono il 31 marzo, subito la proroga e si reinternalizzino i servizi"

Prorogare subito i contratti in scadenza al 31 marzo e consentire ai precari di maturare i requisiti per la stabilizzazione. E' quello che torna a chiedere la Fp Cgil all'assessore regionale Nicoletta Verì per dare risposta ai tanti operatori sanitari assunti durante la pandemia. Tempo non c'è n'è più, incalza il sindacato: quello che serve è un intervento urgente. “Dopo due anni di confronto al tavolo permanente della salute siamo ancora in attesa di conoscere la reale situazione nelle Asl abruzzesi, anche in ordine a questo aspetto – denuncia la Fp Cgil -. Solo la scorsa settimana sono arrivati dati parziali e comunque carenti circa le consistenze organiche. Nulla su lavoratori atipici ed in alcuni casi su requisiti per la stabilizzazione. Non pervenuti i dati della Asl di L’Aquila. La Regione apra il confronto con le organizzazioni sindacali su dgr e linee guida per la stabilizzazione dei precari e la reinternalizzazione dei servizi sanitari affinché in tema di personale ci siano criteri omogenei in tutte le Asl, ma anche la tutela delle tante sfaccettatture territoriali frutto di politiche e scelte errate del passato”. “Si diano finalmente risposte circa le risorse necessarie a consentire il pagamento delle indennità malattie infettive considerato che i dati ci dicono che tra il personale sanitario si registra la più alta percentuale di infortuni sul lavoro per covid. Abbiamo sentito gli annunci in ordine alla rete socio-sanitaria territoriale che dovrebbe garantire nel futuro nella nostra regione adeguati modelli di presa in carico dei bisogni di salute dei cittadini. Ma tutto questo passa anche attraverso adeguate politiche di valorizzazione, reclutamento del personale e di stabilizzazione delle donne e degli uomini che abbiamo chiamato 'eroi' e che tra pochi giorni andranno a casa. Passa anche attraverso una ricognizione di tutti i servizi sanitari che sul territorio sono stati affidati al privato e che invece oggi possiamo, con oculate scelte programmatorie, ricomprendere nel perimetro pubblico, con la valorizzazione dei tanti professionisti che hanno garantito, in condizione spesso precarie ed anche con sperequati livelli retributivi, prestazioni e servizi sanitari pubblici alla comunità”, incalza il sindacato che sottolinea come oggi si faccia difficoltà “a garantire livelli adeguati di prestazioni, le condizioni di lavoro sono sempre più onerose”.

La richiesta, insomma, è sempre la stessa: intervenire sulla carenza del personale sia per dare risposta ai precari che, con la pandemia, hanno accumulato stress e disagio, che ai cittadini che necessitano di assistenza. Gli strumenti legislativi per farlo, ribadisce la Fp Cgil, ci sono e la stabilizzazione è quindi possibile per chi, a partire dai medici del 118 e passando per infermieri e oss, ha prestato servizio. Così come strumenti ce ne sono per avviare il processo di reinternalizzazione di servizi socio sanitari “che per tanto tempo sono stati affidati a terzi. Chiediamo che dalle parole si passi ai fatti anche per essere preparati alle sfide oggi possibili anche grazie agli investimenti del Pnrr – conclude il sindacato -. Le risposte alle professioniste ed ai professionisti della salute ed ai cittadini abruzzesi non devono tardare: stabilità, prossimità, dignità siano le parole chiave dell’azione regionale”.

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