Il presidente Foschi sulla questione dell'eliporto dell'ospedale: "Ancora una situazione di stallo fra Comune e Asl"

Il presidente ha illustrato la situazione per quanto riguarda l'eliporto del nosocomio e la questione del debito che la Asl deve pagare al Comune per il parcheggio dell'ospedale

Ancora una situazione in stallo per la gestione dell'eliporto dell'ospedale di Pescara che resta chiuso nonostante il passaggio definitivo della gestione dalla Asl al Comune, con un danno per i pazienti politraumatizzati che prima devono raggiungere in elicottero l'aeroporto di Pescara e poi arrivare in ambulanza al nosocomio. Lo ha fatto sapere il presidente della commissione mobilità e sicurezza Foschi dopo l'ultima seduta, aggiungendo che la Asl non ha ancora pagato l'indennizzo di 452 mila euro per i canoni mai pagati per il parcheggio dell'ospedale dal 2000 ad oggi, una situazione di impasse inaccettabile.

Le notizie giunte oggi, purtroppo, hanno confermato la situazione di stallo, ovvero: l’avvocato Manzo ha riferito che la Asl deve ancora pagare i 452mila euro dovuti per i vent’anni di canoni mai versati al Comune, avrebbe chiesto due diverse dilazioni, concesse dall’amministrazione, ma di fatto i mesi passano e l’azienda sanitaria continua a ritardare un atto dovuto e obbligato, e oggi l’ufficio legale del Comune starebbe attivando le ulteriori azioni per procedere al recupero della somma per poi decidere come procedere.

Inoltre, la Pescara Multiservice ha riassorbito la gestione formale del parcheggio, delegando perà il servizio alla cooperativa sociale Diogene, che ha gestito la struttura negli ultimi 20 anni salvando di fatto i posti di lavoro, anche se dei 230 posti teoricamente disponibili a causa di infiltrazioni d'acqua e di altre sostanze inquinanti, 35 posti sono transennati ed inutilizzabili:

Non solo: a oggi vanno eseguiti interventi strutturali importanti e adeguati, iniziando dalla messa in sicurezza dei piloni portanti per consentire anche l’ipotetico atterraggio degli elicotteri del soccorso, anche se su quel fronte c’è oggi un nuovo problema amministrativo. Infatti il 29 giugno 2019 l’allora manager della Asl Mancini aveva annunciato l’esito positivo di ipotetiche nuove prove di carico eseguite sull’elisuperficie, finalizzate alla sua riattivazione.

Peccato che l’Enac sembra non abbia mai ricevuto quelle carte e la piattaforma ha continuato a essere chiusa. E dopo tre anni di inattività l’Enac ha tolto all’elisuperficie l’autorizzazione, ovvero la piattaforma oggi non ha più l’abilitazione necessaria per svolgere il servizio di elisoccorso, è stata declassata, sono state revocate le concessioni al gestore.

Foschi ora auspica un incontro con i nuovi vertici Asl per cercare di sbloccare la situazione che si è creata facendo ripartire l'iter per riaprire l'eliporto.

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