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Forza Italia sul cementificio: “Per impedirne la riapertura non bastano le conferenze stampa”

Duro comunicato stampa di Marcello Antonelli e Vincenzo D’Incecco riguardo la vicenda della struttura di via Raiale: secondo i due consiglieri comunali, per scongiurare la riattivazione della produzione “servono atti amministrativi pubblici e concreti”

Il capogruppo di Forza Italia al Comune di Pescara, Marcello Antonelli, e il suo vice Vincenzo D’Incecco intervengono sulla questione del cementificio, che come noto potrebbe presto riattivare la produzione nonostante i residenti, insieme a Provincia, Comune e Regione, abbiano pubblicamente preso posizione contraria.

“Per impedire la riapertura del cementificio di Pescara – sostengono gli esponenti azzurri – non bastano le conferenze stampa e le manifestazioni di solidarietà, ma servono atti amministrativi pubblici e concreti e sino a oggi le uniche delibere e determine in tal senso sono quelle firmate dal centro-destra che, durante il governo Albore Mascia, hanno consentito la chiusura della struttura. Dal Presidente D’Alfonso e dal sindaco Alessandrini vediamo, come sempre, solo chiacchiere da bar e questo ci spaventa visto che siamo già in una fase avanzata per la cessione del complesso industriale, a pochi giorni dall’espletamento dell’asta di vendita. Dunque il rischio di veder riaprire quel ‘mostro’ ambientale è più che concreto e chi oggi governa non sta facendo nulla per fermare le procedure”.

L’eventuale riattivazione della cementeria sarebbe, secondo Forza Italia, “estremamente grave per tutta la città, ancor più per un quartiere che, dopo aver rappresentato per anni l’ultima frontiera della periferia, grazie al centro-destra aveva ricominciato a respirare”. In ultimo un attacco a Luciano D'Alfonso:

"Vale la pena ricordare che proprio l’attuale Governatore, in qualità di sindaco di Pescara, è stato l’amministratore pubblico che addirittura nel 2007-2008 barattò la permanenza del cementificio nel capoluogo adriatico per i successivi 18 anni in cambio della sponsorizzazione economica per la realizzazione del ‘bicchiere di vino’ di Toyo Ito, e tutti sappiamo com’è finita, con il monumento autocelebrativo collassato dopo appena 64 giorni dalla sua inaugurazione, e con il cementificio che ha continuato per anni a lavorare a Pescara".

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