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Foibe, il Blocco Studentesco protesta al Da Vinci contro l'azione del professor D'Emilio

Il movimento ha “deciso di intervenire” per opporsi “alla solita squallida narrazione di sinistra secondo cui ricordare e commemorare i martiri delle foibe è sbagliato”

Una scritta eloquente: “Non si possono strappare pagine di storia”. Così il Blocco Studentesco di Pescara ha voluto rispondere al gesto compiuto circa una settimana fa da Andrea D'Emilio, docente del liceo scientifico "Leonardo da Vinci", che in occasione della giornata del ricordo aveva rimosso dal muro della scuola il cartellone “Ricorda i martiri delle foibe”, posizionato lì dall'associazione Audere Semper, accusandolo di essere propaganda parafascista. E adesso è arrivata la risposta dei militanti del Bs, con lo striscione affisso nella notte all’esterno del Da Vinci. 

“Il 10 febbraio, giorno dedicato al ricordo alle migliaia di italiani barbaramente torturati e uccisi nelle foibe dai partigiani comunisti di Tito ed al conseguente esodo giuliano dalmata – si legge in una nota – un professore ha strappato, vantandosene poi sui social, uno striscione posto davanti al liceo Leonardo da Vinci di Pescara recitante la semplice frase ‘ragazzo ricorda i martiri delle foibe’, ovvero un messaggio apolitico di rispetto verso dei morti e non ‘propaganda’, come affermato dal professore”.

Pertanto il Blocco Studentesco ha “deciso di intervenire” per opporsi “alla solita squallida narrazione di sinistra secondo cui ricordare e commemorare i martiri delle foibe è sbagliato. L’odio dei partigiani comunisti, il dramma dell’eccidio delle foibe e dell’esodo degli italiani dalle terre dell’Istria, Fiume e Dalmazia, non possono essere giustificati ed il loro ricordo non può essere negato”.

Il Blocco Studentesco conclude il suo comunicato con queste parole: “Esigiamo spiegazioni dal preside del liceo sul come sia possibile che un professore, che in teoria dovrebbe rappresentare un’istituzione apolitica come la scuola, possa restare impunito dopo essersi permesso di strappare uno striscione che vuole ricordare le vittime di una pulizia etnica”. All'indomani del gesto di D'Emilio c'era stata la presa di posizione di Carola Profeta, referente provinciale dipartimento famiglia, pari opportunità e valori non negoziabili di Fratelli d'Italia, che aveva parlato di “un gesto offensivo e fuori luogo, soprattutto perché commesso da un professore che dovrebbe insegnare ai propri alunni la storia in modo apolitico”.

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