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A vent'anni dalla nascita si rinnova il protocollo della Rete antiviolenza che vede il Comune ente capofila

Tante adesioni al documento che si prefigge due obiettivi: il supporto alle vittime e la sensibilizzazione verso il problema. Il frutto del lavoro portato avanti dall'assessorato alle Politiche sociali guidato da Adelchi Sulpizio. A firmarlo per l'ente è stato il sindaco Carlo Masci

Aggiornato dopo vent'anni il protocollo d'intesa della Rete interistituzionale antiviolenza, sottoscritto per la prima volta nel 2004. Tanti gli enti e le realtà che il Comune ha messo intorno a un tavolo per affrontare in maniera sinergica un fenomeno dilagante. Il protocollo, su cui ha lavorato l'assessorato alle Politiche sociali guidato dal vice sindaco Adelchi Sulpizio con il dirigente Marco Molisani, è stato sottoscritto per il Comune dal sindaco Carlo Masci.

Il protocollo è strutturato su due livelli, uno più operativo e uno finalizzato alla sensibilizzazione. Il primo livello coinvolge tutti i soggetti che “creeranno e gestiranno la presa in carico delle donne che subiscono violenza attraverso percorsi integrati di accoglienza, sostegno e protezione”, come prevede lo stesso. Il secondo livello, che coinvolge più soggetti, prevede “attività di informazione, sensibilizzazione, formazione, ricerca e monitoraggio programmate annualmente nell’ambito delle attività della rete antiviolenza cittadina”. Per ognuno dei due livelli sarà attivo un tavolo di lavoro con incontri periodici.

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“Questo non è solo un protocollo di intesa, ma un atto dal forte valore politico, inteso come valore per la città, per la comunità – dichiara il sindaco Masci -. In questi venti anni è stato fatto un lungo percorso e oggi mettiamo insieme tutti gli attori che da sempre operano sul territorio, ciascuno con la propria competenza per un think tank continuo”.

“Fino a quando si parlerà di violenza sulle donne la società non si potrà definire civile e se è vero che solo insieme si contrasta il fenomeno, questi tavoli hanno il senso di unione forte. Oggi firmiamo convinti del fatto che il protocollo è utile per mettere a confronto tutte le idee necessarie per combattere la violenza. Questa – aggiunge - è l'ennesima dimostrazione che a Pescara i corpi intermedi funzionano e funzionano sempre”.

“Chi ha creato questo protocollo vent'anni fa è stato lungimirante”, aggiunge Sulpizio ricordando il lavoro fatto negli ultimi cinque anni e fatto di “tanti eventi per dire no alla violenza sulla donne. Nel 2019 se ne parlava meno, ora c'è maggiore sensibilità e le scuole sono protagoniste insieme a noi e ad Ananke, il nostro braccio operativo, che collabora con il Comune da circa vent'anni”.

“L'amministrazione comunale ha attivato anche un Centro uomini autori di violenza e ottenuto il finanziamento per la realizzazione delle case di sgancio per le donne che vogliono intraprendere un percorso di autonomia dopo essere uscite dal dramma della violenza. L'intento – conclude Sulpizio - è quello di continuare a lavorare sul fenomeno ampliando le azioni di sensibilizzazione anche attraverso il coinvolgimento delle scuole e delle nuove generazioni. Un ringraziamento va a chi ha realizzato tante attività di sensibilizzazione e la speranza è che arrivi un giorno in cui non si parlerà più di violenza sulle donne”.

Ecco i componenti della rete antiviolenza

Della Rete fanno parte il tribunale di Pescara, il tribunale per i minorenni di L’Aquila, la procura della Repubblica presso il Tribunale di Pescara, la procura della Repubblica presso il tribunale per i minorenni di L’Aquila, la Asl, il centro antiviolenza Ananke, il Centro uomini autori di violenza (Cuav), la polizia locale, l'università degli Studi “Gabriele D’Annunzio” Chieti-Pescara, l'ufficio scolastico provinciale di Pescara, l'ordine degli assistenti sociali della Regione Abruzzo, l'ordine degli avvocati di Pescara, l'ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri della Provincia di Pescara, l'ordine degli psicologi della Regione Abruzzo e gli enti del terzo settore. Partecipano alla rete anche la Prefettura e le forze dell'ordine che firmeranno in un secondo momento.

La firma del sindaco Carlo Masci

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