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L'assessore Febbo replica sulla delibera riguardante i centri commerciali: "Nessuna nuova apertura"

L'assessore regionale replica alle accuse mosse dal consigliere Pettinari del M5s e dalle associazioni di categoria in merito alla delibera riguardante i centri commerciali

Nessuna nuova apertura di centri commerciali in Abruzzo. Lo ha precisato l'assessore regionale Febbo, in merito alla questione della delibera della giunta approvata oggi e che riguarda i centri commerciali. L'assessore, specificando che come ogni altra norma dovrà essere approvata dal consiglio regionale, in realtà riguarda la tutela dei lavoratori dei centri commerciali soprattutto in vista della crisi economica causata dal Coronavirus.

Febbo cita i casi di Mercatone uno ed Auchan con la sorte di 420 dipendenti fra Pescara, Chieti e Teramo:

Le nuove norme si limitano a concedere solo la possibilità a chi rileva un centro commerciale in dismissione, unitamente al ramo d’azienda occupazionale, di operare in condizione di legittimità. Infatti nell'articolato troviamo la parola riutilizzo degli stabili dei centri commerciali chiusi. Questo significa tutelare i lavoratori. Inoltre è arcinota la mia attenzione per la tutela dei piccoli commercianti e sopratutto la mia contrarietà all'apertura di altri nuovi centri commerciali. Tuttavia in un momento di grave crisi economica corre l’obbligo prevedere forme di tutela per chi è occupato nella grande distribuzione e rischia di perdere posto senza sbocco lavorativo.

L'assessore ribadisce che nel nuovo piano del commercio non ci saranno scappatoie per desertificare il piccolo commercio ed aprire nuovi centri commerciali, ricordando che in prima persona ha sempre creduto nei negozi di piccolo commercio:

"Invito di leggere bene le modifiche presentate prima di lanciare ipotesi senza senza senso e alcun fondamento normativo. infine chi conosce la mia vita politica, familiare e lavorativa ben conosce la mia posizione e la mia netta contrarietà alla grande distribuzione"

Ricordiamo che Confcommercio e Confesercenti avevano attaccato duramente l'assessore per la delibera approvata parlando di una norma vergognosa soprattutto considerando il momento difficile che stanno affrontando ed affronteranno le attività commerciali abruzzesi e italiane.

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