L'ex scuola di Villa Fabio potrebbe ospitare gli studenti della Michetti: protestano i ragazzi dello Spaz

Il presidente della commissione comunale Rapposelli fa sapere che l'amministrazione Masci sta valutando l'ipotesi di ospitare nell'ex scuola in via del Circuito alcune classi della media Michetti

L'ex scuola di Villa Fabio in via del Circuito, a settembre potrebbe ospitare temporaneamente alcune classi della scuola Michetti. Lo ha fatto sapere il presidente della commissione comunale pubblica istruzione ed edilizia scolastica Rapposelli, aggiungendo che la scelta potrebbe essere obbligata a causa della mancanza di spazi e dell'emergenza Covid che impone classi ridotte e distanziamento sociale.

La decisione ha sollevato proteste da parte dei ragazzi del centro d'aggregazione giovanile e sociale Lo Spaz, che già lo scorso anno fu al centro di polemiche per la possibilità di essere sfrattato dalla sede assegnata dall'ex giunta Alessandrini. Secondo Rapposelli, le proteste non sono coerenti con un centro giovanile che dovrebbe dare priorità alle necessità più urgenti come quella dell'istruzione e di dare agli alunni spazi idonei ed in sicurezza.

Da un lato c’è un’emergenza sanitaria Covid-19 tutt’altro che finita che ha imposto l’adozione di regole rigide per scongiurare, quanto più possibile, il rischio di una nuova ondata di contagi, mantenendo in maniera rigorosa il distanziamento sociale. Dall’altro lato abbiamo il mondo della scuola che sta cercando di riorganizzare il rientro in aula in presenza, rispettando il principio del distanziamento, che con ogni probabilità imporrà la riduzione del numero di studenti in ogni stanza, quindi moltiplicherà il bisogno di spazi

Rapposelli evidenzia come sia fondamentale cercare di trovare soluzioni idonee e quella di Villa Fabio potrebbe essere percorribile, considerando che nella media Michetti ci saranno anche i lavori di messa in sicurezza sismica, e dunque lo spostamento da settembre potrebbe rivelarsi utile. Sarebbe invece deleterio avviare l'anno scolastico in via del Circuito per poi passare al trasloco dopo due tre mesi.

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E non posso, né voglio credere, che un’associazione che si definisce culturale intenda mettersi di traverso non a un’amministrazione comunale, ma a centinaia di studenti che, dopo mesi di lockdown, hanno il diritto di riconquistare uno spazio non per fare dibattiti o vedere film, ma per esercitare il proprio diritto allo studio. Dagli animatori dello Spaz ci aspettiamo buon senso, consapevolezza, responsabilità e partecipazione attiva alle esigenze del territorio che devono vederci tutti coinvolti, ovvero ci attendiamo cultura democratica

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