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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Politica Riviera Sud

Ex Cofa e PP2: le proposte del Gruppo consiliare del PD

Pubblichiamo il comunicato del gruppo consiliare del PD riguardante le proposte di sviluppo e riqualificazione delle aree dell'ex Cofa

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di IlPescara

Il futuro del PP2 ed in particolar modo delle aree del water-front non può essere visto dall’amministrazione Mascia come una necessaria ed ineluttabile rincorsa verso sponde impossibili ma un fondamentale punto di partenza avendo ben presente due elementi essenziali e cioè:

1.      la superficie territoriale del sub-ambito c) è rappresentata per il 72% da aree di proprietà pubblica (mq. 51.115 su un totale di mq. 70.683);

2.      la superficie utile lorda del sub-ambito c) è rappresentata per il 77% da aree di proprietà pubblica (mq. 17.890 su un totale di mq. 23.238);

La previsione del PRG che vuole “una pianificazione di esclusiva iniziativa pubblica” assume ancor più rilievo di fronte a questi numeri che non possono non indurre, senza ulteriori indugi, l’attuale governo della Città a dare immediatamente seguito all’esame delle osservazioni già presentate sull’adottato Piano Particolareggiato e subito dopo adoperarsi, sulla stregua di quanto in corso per il Piano di Fontanelle, ad individuare i soggetti capaci di una progettazione unitaria ed esaustiva delle funzioni che in quell’area devono trovare la giusta collocazione e che non sia la solita cantilena di tutto quello che il PRG in linea di mero indirizzo elenca.

Un primo passo che evita ulteriori frammentazioni e che guarda anche con interesse agli sviluppi della giustizia amministrativa chiamata a pronunciarsi su una questione che ancora oggi l’attuale titolare dell’assessorato all’urbanistica ritiene non coerente con la normativa del decreto sviluppo ma che, contrariamente, la sua stessa amministrazione ha ritenuto di sostenere.

Questo percorso va ancor più sostenuto e corroborato con altra iniziativa rivolta alla Regione Abruzzo per richiedere, in luogo dei fondi FAS di cui la Città di Pescara pure ha diritto, il trasferimento proprio delle aree ex COFA oggi di proprietà della stessa Regione Abruzzo.

In questo senso il Partito Democratico solleciterà lo stesso gruppo della Regione Abruzzo a sostenere una tale iniziativa.

Una siffatta condizione aprirebbe uno scenario completamente nuovo e tale da mettere il Comune di Pescara nella condizione di poter prefigurare anche un contenimento delle volumetrie lì da edificarsi e tali da garantire effettivamente quegli spazi vuoti e liberi da ingombri che la situazione attuale purtroppo non assicura.

I concetti armoniosi di una architettura innovativa e funzionale alle esigenze di Pescara, prefigurati per quella parte di territorio cittadino, così plasticamente espressi in questi giorni da eminenti professionisti del settore potrebbero trovare quell’humus necessario per una loro effettiva concretizzazione ed accompagnare la Città di Pescara verso una nuova e più rispondente fase di sviluppo rispetto alle criticità di questo tempo.

Studi e plastici di come dovrà essere quello spazio, strettamente legato alle curve del Ponte del Mare, da mostrare ad una Città che sulla carta dispone anche di spazi a ciò riservati – Urban Center - ma che, purtroppo, oggi risultano in uno stato di completo abbandono.

Ed allora quale migliore occasione per rispolverarli?

Solo allora e cioè quando si è dato corpo e fisionomia ad una pianificazione funzionale di quelle aree l’amministrazione comunale aprirà la strada ai soggetti interessati alla realizzazione di quelle opere – pubbliche e private - attraverso gli strumenti offerti dalla normativa civilistica esistente anche con possibili preferenze per quei soggetti pubblici ritenuti più confacenti e rispondenti per determinate e specifiche funzioni.

In questo modo si darebbe conto della migliore e più conveniente valorizzazione di tutto il patrimonio pubblico presente lì in misura preponderante sull’intero ambito e che il Partito Democratico ha sempre assunto come elemento imprescindibile per qualsiasi iniziativa di trasformazione.

Un principio insormontabile che l’attuale inquilino di palazzo di Città sembra aver completamente dimenticato.

Il Gruppo del Partito Democratico

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