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Venerdì, 1 Luglio 2022
Politica

Ex assessore Di Matteo trova l'ufficio chiuso a chiave: "Sfrattato da D'Alfonso"

Avrebbe dovuto lasciare stasera il suo ufficio di Pescara, ma non ha potuto farlo: "Quanto accaduto è grave. Il mio prossimo atto sarà votare la decadenza di D'Alfonso che non può giocare con le istituzioni"

Ex assessore arriva nella sede del Consiglio regionale d'Abruzzo e trova il suo ufficio chiuso a chiave. E' accaduto questa mattina a Pescara dove Donato Di Matteo, dimissionario componente della Giunta di centrosinistra guidata da Luciano D'Alfonso, ha minacciato di chiamare i carabinieri. A quel punto un collaboratore della segreteria del governatore ha riaperto gli uffici, consentendo a Di Matteo, ora consigliere regionale, di liberare i locali e traslocare.

"Questa brutta sorpresa rasenta il reato di sequestro di atti personali. Mi hanno riferito - racconta - che il presidente è venuto personalmente a prendere le chiavi, chiudendo le stanze del mio ufficio. Va detto che avevo concordato che questa sera avrei liberato gli uffici, lasciando i locali del quarto piano per spostarmi al quinto. Quanto accaduto è grave. Sono stato sfrattato dal proprietario della Regione Abruzzo. Il mio prossimo atto sarà votare la decadenza di D'Alfonso che non può giocare con le istituzioni".

La replica della Regione: "Ci servono le stanze"

Il presidente della Regione Luciano D'Alfonso, in merito a quanto affermato dall'ex assessore Donato Di Matteo, ha reso nota una lettera nella quale la segreteria particolare della Presidenza comunicava al direttore generale della Regione Rivera, al direttore delle risorse umane Bernardini e all'istituto di vigilanza Ivri ''l'impellente necessità di dover disporre di un adeguato numero di stanze'' per la sistemazione del personale dagli uffici della regione di viale Bovio a quelli di Piazza Unione.   

Le stanze in questione erano ''già assegnate temporaneamente all'Enea e alla segreteria temporanea di un assessore dimissionario''. Quindi, per garantire la salvaguardia dei beni rimasti nelle stanze, le chiavi sono state poi affidate al servizio di guardiania. Stamani le stanze sono state riaperte e il materiale riconsegnato a Di Matteo.

Di Matteo: "Strana lettera posticipata dopo la mia telefonata"

''Pare molto strana la lettera protocollata in data odierna da Enzo Del Vecchio, credo posticipatamente alla mia telefonata di questa mattina, effettuata in macchina e in viva voce alla presenza di collaboratori, nel corso della quale chiedevo spiegazioni sulla inaspettata chiusura delle stanze in piazza Unione. Lo stesso mi spiegava che su questa situazione non aveva nulla a che vedere e che questa era stata una disposizione del presidente e che mi sarei dovuto rivolgere a D'Alfonso''.

Lo si legge in una nota emanata dall'ex assessore Donato Di Matteo, che controreplica a quanto affermato dalla Regione Abruzzo dopo la sua denuncia sull'impossibilità di accedere al proprio ufficio.    

''Con Del Vecchio - prosegue Di Matteo - mi ero accordato martedì scorso che entro oggi pomeriggio avrei lasciato tutte le stanze dell'assessorato, il tempo considerando la festività del 25 aprile, di preparare degli scatolone da salire al quinto piano, nella stanza assegnata al gruppo Abruzzo Facile. Una vicenda paradossale che mi costringe a rivolgermi alle vie legali qualora persistano menzogne e posizioni ambigue sul caso''.

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