Lunedì, 2 Agosto 2021
Politica

Interrogazione della deputata Torto (M5s) al ministro Cartabia per l'evaso dal carcere

La parlamentare pentastellata annuncia anche che sarà in visita nella casa circondariale di Pescara

Una visita nel carcere San Donato di Pescara dopo la quale verrà presentata un'interrogazione al ministro della Giustizia, Marta Maria Carla Cartabia. 
È quella che annuncia Daniela Torto, deputata del Movimento 5 Stelle, dopo l'evasione di un detenuto domenica scorsa.

«Alla luce di quanto accaduto ho depositato una nuova interrogazione al ministro Cartabia, che già avevo interessato nei mesi scorsi con un altro atto di sindacato ispettivo proprio in relazione alla carenza di personale del carcere pescarese», fa sapere la Torto.

Che aggiunge: «I problemi emersi durante le visite che in questi giorni ho fatto nelle carceri della provincia di Chieti sono sempre gli stessi: la carenza di personale è una condizione cronica di tutte le strutture, oltre che l’età media del lavoratore della polizia penitenziaria è molto elevato e spesso è costretto a turni ingestibili. Per questo nei prossimi giorni sarò in visita anche alla casa circondariale di Pescara per parlare direttamente con il direttore del carcere e il comandante della polizia penitenziaria, così avrò modo di conoscere il problema più da vicino. Infatti, se è vero che negli ultimi mesi sono stati effettuati degli interventi, sia lavori di adeguamento strutturale che implementazione di personale, alla luce di quanto accaduto è evidente che le azioni finora intraprese sono insufficienti e che si dovrà intervenire con misure più incisive affinché possa essere definitivamente garantita la dignità dei detenuti, ma anche la sicurezza degli operatori della polizia penitenziaria e dei cittadini».

Poi la Torto conclude così: «Appena avrò terminato il giro di visita degli istituti penitenziari abruzzesi, mi attiverò con tutte le iniziative di mia competenza affinché si diano risposte certe e concrete a un problema che ormai va avanti da anni. Adesso il ministero deve fare la sua parte: non è più possibile che gli operatori, già di numero esiguo, possano venire accorpati ulteriormente. Ho potuto constatare con i miei occhi come, seppure il personale sia molto attento, è davvero ridotto all’osso e pertanto in tante occasioni è molto difficile mettere riparo a situazioni come quella che è accaduta ieri nel carcere di Pescara, che ha visto l’evasione di un detenuto».

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