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Lunedì, 4 Marzo 2024
Politica

Dall'Europa la conferma dei tagli ai fondi pnrr per il raddoppio ferroviario Pescara-Roma: insorge il Pd

A commentare la notizia sono il capogruppo regionale Silvio Paolucci e il deputato D'Alfonso che puntano il dito verso l'asse Meloni-Marsilio. Poco importa se "diranno che l'opera si farà lo stesso", per i due resta grave il danno fatto al territorio a vantaggio di progetto concorrenti che si faranno in altre regioni

Per il capogruppo regionale del Pd Silvio Paolucci il fatto che il centrodestra dirà che “l'opera comuque si farà” non dà alcuna certezza se non quella che i fondi del pnrr sono stati persi. Per il deputato dem Luciano D'Alfonso di fonte alla conferma del finanziamento tagliato resta grave il silenzio del presidente della Regione Marco Marsilio che “pensa solo ai tuffi e alle sfilate”.

L'attacco dei due esponenti del Partito democratico arriva alla conferma arrivata dall'Europa del taglio di 620 milioni di euro pnrr con cui si darebbe dovuto finanziare il raddoppio ferroviario Pescara-Roma.

Paolucci (Pd): "Finanziati i progetti in competizione con la nostra mobilità; è questo il frutto dell'asse Marsilio-Meloni"

Un “allarme che diventa realtà” per Paolucci. “Le poste andranno a finanziare opere fuori dall’Abruzzo, persino tratti di progetto in competizione con la nostra mobilità su ferro e questo è il risultato della mancanza di governance anche a livello infrastrutturale da parte della Regione di centrodestra che, nonostante il governo amico e l’asse Marsilio-Meloni, perde solo tempi e fondi”, chiosa il capogruppo regionale.

“Ci risponderanno che l’opera comunque si farà, ma ancora un volta, pur parlando di un iter che andrà avanti, non saranno in grado di dare certezze né sui tempi, né sulle coperture di un progetto pur importante per l’Abruzzo”, chiosa. “Più di una certezza comunque c’è – incalza -: i fondi tagliati al progetto da quando esiste la filiera Meloni-Marsilio sono ingenti, la mancanza di opere infrastrutturali nei cinque anni di governo regionale di centrodestra è sotto gli occhi di tutti e la perdita dei voli a causa della cattiva gestione dello scalo aeroportuale è la conferma dell’assenza di strategie lungimiranti”.

“Una situazione, quella che riguarda il definanziamento della tratta ferroviaria Roma-Pescara, che si ripercuote sui nostri territori e che risulta imbarazzante, anche alla luce degli impegni presi nei mesi scorsi con cittadini e sindaci. A fronte di una nostra interpellanza sappiamo oggi che al progetto sono stati sottratti fondi per 1 miliardo e 400 milioni, di cui 620 milioni oggetto del precedente finanziamento dei lotti 1 e 2 a valere sul pnrr e 845 milioni spariti con il documento dell’8 giugno scorso che ha tagliato la tratta interporto Chieti-Pescara e quella Sulmona-Pratola Peligna-Tagliacozzo e Avezzano”.

“La conferma arriva dall’Europa che ha fissato la dotazione del pnrr, confermando l’assenza della tratta e di fatto cristallizzando un rischio che sarà ancora più concreto con il progetto di autonomia differenziata caro al centrodestra: quello di avere un’Italia non solo a due velocità, ma una che viaggia e l’altra che resta a piedi. Servono certezze che Marsilio e il suo governo regionale non danno, non essendo stati in grado nemmeno di farsi garanti delle opere in essere, visti i tanti fondi persi: col centrodestra alla Regione e la Meloni al governo abbiamo perso almeno un miliardo e mezzo di euro per l’opera e, sempre a livello infrastrutturale, in meno di una stagione abbiamo visto anche cancellare dal nostro aeroporto ben 5 voli. Un governo regionale incapace di contare e relegato a stare in ultima fila rispetto alle altre regioni amiche, sicuramente più attive e pronte – conclude Paolucci - a farsi valere di quanto in questi cinque anni sia riuscito a fare Marsilio”.

D'Alfonso (Pd): "Complessivamente all'Abruzzo sono stati tolti un miliardo 175 milioni 570mila euro di fondi pnrr"
 

Il taglio, sottolinea quindi D'Alfonso, è stato confermato dalla “Revisione del pnrr capitolo RepoerEu” presentato dalla Meloni il 27 luglio. Un taglio che riguarda il raddoppio ferroviario e nello specifico, ribadisce, quello delle tratte Tagliacozzo-Avezzano, Sulmona-Pratola Peligna, Scafa-Manoppello e Manoppello-Interporto d’Abruzzo. 


“Va sottolineato che con il 'Primo atto integrativo del Contratto di programma 2022-2026 - Parte investimenti' dell’8 giugno scorso, il ministero dei Trasporti aveva già tagliato alla stessa infrastruttura 845 milioni (568 milioni alle tratte Interporto d’Abruzzo-Chieti-Pescara e 277 milioni alle tratte Sulmona-Pratola Peligna e Tagliacozzo-Avezzano) – precisa D'Alfonso - Dunque nel corso del 2023 l’esecutivo nazionale ha sottratto al collegamento su ferro tra l’Abruzzo e la capitale 1 miliardo 465 milioni 170mila euro, nel silenzio assordante della giunta regionale in scadenza.
Per completare l’opera adesso occorrono 5 miliardi 220 milioni per la nuova linea Roma-Tagliacozzo e il raddoppio delle tratte Avezzano-Sulmona e Pratola Peligna-Scafa, e 1 miliardo 85 milioni per il raddoppio delle tratte Tagliacozzo-Avezzano, Sulmona-Pratola Peligna, Scafa-Manoppello e Manoppello-Interporto d’Abruzzo. Il totale dei fondi necessari al completamento sale così a 6 miliardi 305 milioni di euro”.

“Per questa preziosissima infrastruttura la Regione targata centrodestra non ha fatto nulla, al contrario della giunta che ho presieduto, grazie alla quale sono stati iscritti nei documenti contabili di Rfi ben mille 556 milioni per l’Abruzzo, come testimonia il Contratto di programma 2017-2021 di Rete ferroviaria italiana” incalza il deputato dem.


“Non solo: la revisione del pnrr proposta dal governo Meloni e approvata dall’unione europea ha tolto al territorio ulteriori 555,4 milioni di euro, annullando ben mille 861 progetti presentati dagli enti locali. In realtà la cifra complessiva ammontava a 629 milioni, in quanto diversi enti avevano cofinanziato le opere con risorse proprie o di altra provenienza. Sommando i tagli al pnrr che colpiscono direttamente l’Abruzzo scopriamo che ammontano a 1 miliardo 175 milioni 570mila euro (620,17 milioni alla Pescara-Roma + 555,4 milioni ai progetti degli enti locali)”, chiosa.


”E Marsilio muto. Il paracadutato romano pensa solo ai tuffi, alle sfilate, al congresso permanente e alla guerra strisciante nei confronti dei suoi alleati per sfilargli consiglieri e assessori. 
Cos’ha altro dovrà subire l’Abruzzo – conclude - per sentire levarsi la voce dei suoi rappresentanti di maggioranza a difesa del territorio?”.

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