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Espropri asse attrezzato, si va verso lo sblocco dei 13 milioni di euro

A dirlo è il senatore Luciano D'Alfonso che fa sapere come la situazione potrebbe, finalmente, sbloccarsi

«Circa 40 famiglie costrette a cedere terreni per costruire l’Asse attrezzato aspettano da decenni risarcimenti che non sono mai riusciti ad ottenere. Ritengo doveroso renderci parti attive e risolutrici di questa annosa vicenda: le risorse ci sono, come ci sono i diritti degli espropriati».
A dirlo è il senatore Luciano D'Alfonso che fa sapere come la situazione potrebbe, finalmente, sbloccarsi.

D'Alfonso ha infatti inviato una lettera a Rapisarda, responsabile del Provvedditorato interregionale delle opere pubbliche per ribadire la necessità di corrispondere i risarcimenti alle famiglie che si sono viste i terreni espropriati per la costruzione dell'asse attrezzato. 

Questo quanto scrive il senatore a Rapisarda:

«Nonostante siano passati 40 anni e ci sia una sentenza passata in giudicato gli espropriati non hanno ancora ricevuto gli indennizzi le chiedo di dare concreto impulso e coordinamento alle attività ancora necessarie a consentire la definizione dei rapporti con gli espropriati con il pagamento di quanto a loro dovuto. Al riguardo il Consorzio ha già trasmesso al Provveditorato lo scorso 11 ottobre la deliberazione adottata dal Collegio dei Liquidatori, che in via di autotutela, approva un quadro riepilogativo di spesa che comprende anche la voce "Espropri in contenzioso"». 

Dunque resterebbe solo un cavillo per sbloccare, finalmente, gli indennizzi per coloro che hanno perso i loro terreni per la costruzione del raccordo autostradale Pescara-Chieti. 

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